Convenzioni pluriennali tra il Comune di Bologna e l'Associazione Orlando per la realizzazione del Centro di documentazione, ricerca e iniziativa delle donne della città di Bologna:
Convenzione 2010-2015
(file PDF)

Convenzione 2005-2009 (file PDF)
 
 
 
 
 



A cura di Elda Guerra e Raffaella Lamberti (2003)


L’Associazione "Orlando". esiste come gruppo informale dalla seconda metà degli anni Settanta e si è costituita in Associazione davanti a notaio nei primi anni Ottanta. Ne fanno parte, quali socie ordinarie, una settantina di donne di paesi d’origine, formazione culturale, esperienze personali e profili di carriera assai differenti tra loro. Sue socie sostenitrici sono, poi, donne italiane e straniere che abbiano contribuito nel corso degli anni alla vita materiale e simbolica dell’associazione stessa. Infine, quest’ultima trae conoscenza e forza da un insieme di reti di relazione locali nazionali e internazionali con cui condivide esperienze e progetti.
Infatti, le risorse umane, come oggi si dice, che "Orlando" ha saputo attivare ne costituiscono il punto qualificante e rappresentano il "di più", la ricchezza che soprattutto va segnalata e che si è riversata nel centro/biblioteca gestito dall’Associazione, grazie all’insieme delle competenze e presenze delle tante donne (e uomini) del nostro e di altri paesi che lo fanno vivere e lo frequentano. La sede sociale è sita in via del Piombo, 5 - Bologna - (PI 04197580378).

Antecedenti. Sorto da filoni diversi del femminismo e dei movimenti delle donne - in particolare da un piccolo gruppo di autocoscienza, dall’ampia aggregazione che ne sortì con l’intento di costituire uno spazio pubblico femminile in città e da donne di coordinamenti sindacali femminili che condividevano quell’intenzionalità -, il gruppo iniziale identificò le proprie finalità nella ricerca, l’iniziativa culturale e politica, la documentazione e informazione, la trasmissione e formazione, e si ripropose di stabilire in Bologna un’istituzione di donne cui fossero garantite qualità e durata. Era il tempo in cui in altre città altre fondavano riviste, aprivano librerie e centri e "Orlando", come poi il gruppo decise di chiamarsi a partire dal romanzo di Virginia Woolf, progettò e avviò il Centro di Documentazione Ricerca Iniziativa / Biblioteca delle Donne come un luogo di servizi, saperi e sfera pubblica femminili divenuto in seguito un unicum in Italia e una delle principali istituzioni di genere nel mondo.

Progetti/programmi. Negli oltre 17 anni di attività spesi ad approfondire l’elaborazione teorica e politica, a intessere reticoli e scambi tra donne, a realizzare e consolidare il centro/biblioteca delle donne di Bologna, i titoli di ciascun progetto/programma pluriennale dell’Associazione hanno avuto il compito di identificare i fuochi diversi di attenzione nelle diverse congiunture soggettive e storiche.
Così, con l’iniziale I Percorsi dell’Identità Femminile, si volle sottolineare la ricerca che portò all’emergere, in tutto il pianeta, di un imprevisto soggetto femminile libero. Generare e Trasmettere Cultura delle Donne espresse, piuttosto, la capacità di quello stesso soggetto di produrre senso e forme simboliche e politiche autonome, unitamente al desiderio di garantirne trasmissione e durata.
Il più recente Memoria e Invenzione Femminili per una Civiltà di Individue e Individui segnalava, invece, una risposta tentativa alla contingenza di fine secolo e millennio, caratterizzata insieme dal riemergere di violenze e traumi innominabili e dall’apertura di nuovi orizzonti di coscienza e di intervento.
Mentre l’attuale progetto/programma, Individualità/Pluralità, Differenza/Differenze: Politiche dell’Attenzione e Politiche della Connessione verso il Terzo Millennio, fa posto, innanzitutto, al nesso costitutivo tra la singolarità di ciascuna e ciascun vivente e la pluralità differenziata delle molte e dei molti in cui ci troviamo a vivere. Conseguentemente indica nel pendolare tra la dimensione dello stare presso di sé e la dimensione del porsi consapevole nel mondo, la possibilità del passaggio da una moltitudine anonima e indifferenziata a una pluralità sensata e sessuata.

Forme e modelli autonomi. Fu a garanzia della nostra autonomia, e non contro di essa, che nel 1983 scegliemmo di farci associazione formale, soggetto giuridicamente capace di convenzioni paritetiche bilaterali e multilaterali con soggetti giuridici formali e istituzionali. Peraltro la passione del pensiero e delle forme - e il progetto di un’autonoma istituzione sessuata - ci portava a non credere che i rapporti strumentali con le istituzioni fossero salvifici, mentre quelli di conflittualità contrattata o di pattuizione paritetica fossero colpevoli. Al contrario l’idea di un’associazione privata che gestisce un’istituzione pubblica e, attraverso convenzioni, accumula beni documentari e riserva simbolica femminile, vale a dire l’idea che allora diede modello e forma istituzionale al centro/biblioteca, si iscrisse in un dibattito teorico e politico sui rapporti tra pubblico e privato oggi ripreso e rilanciato. Ovviamente, il "pubblico" e il bene pubblico cui ci riferimmo è innanzitutto ricchezza in competenze e socialità e il "privato" di cui parliamo è innanzitutto un privato che si fa risorsa per tutte (e tutti) e non strumento di beni e poteri personali o di gruppo. Non a caso, con pubbliche risorse Orlando ha costruito uno spazio vivo e vivace al di là di esse e non un’istituzione assistita.
E’ del pari importante l’estraneità di Orlando da figure, commissioni, comitati che, come la Commissione per le Pari Opportunità della Regione o il Comitato di Donne per il Governo della Città in Comune si assumano compiti di sessuare dall’interno linguaggi e interventi delle pubbliche amministrazioni. Siamo, peraltro, lontane sia dalle dizioni "pari opportunità", "azioni positive", "quote riservate". ecc. sia dalla concezione che le sottende, al di là di attività e interventi validi che in loro nome altre donne hanno saputo costruire.

Opzioni e Metodologia di lavoro. Con ... Politiche dell’Attenzione e Politiche della Connessione verso il Terzo Millennio il sapere che Orlando promuove si rivela ancor più un sapere che sempre ripensa e rinnova le relazioni tra il politico e il personale e tra la convivenza e la sussistenza. Una cultura che non separa, tanto più oggi, simbolico politico e sociale. Tra i progetti ad essa ispirati si collocano la ricerca su Soggettività femminile, modernità e modernità radicale, l’idea del sistema informativo di genere Voci, Visioni e Azioni di Donne, il progetto di Biblioteca nazionale delle Donne, nonché le politiche di connessione tra aggregazioni diverse per operare di concerto o per rafforzare reti di relazione femminili corte e lunghe, locali nazionali e internazionali. Citiamo, tra queste ultime, la Rete Informativa di Genere Lilith che riunisce 30 tra centri e biblioteche delle donne in Italia, il network europeo Wine (Women Information Network Europe) che collega archivi biblioteche e centri di documentazione del continente, il reticolo VADO/WAVE (Visioni Alternative di Donne Ovunque/Women’s Alternativ Visions Everywhere) che si occupa di relazioni internazionali tra donne. Peraltro, a noi sta a cuore che la stessa occasione di Bologna città europea della cultura nel 2000 dia luogo a un confronto allargato sulle concezioni della cultura. E, nell’ipotesi di un progetto mirato a quella scadenza a titolo Una città di Donne e di Uomini, su cui già ci siamo impegnate in tante a lavorare insieme dentro e fuori le istituzioni, il punto è per noi che il sapere delle donne dica qualcosa di differente alla città e non solo e semplicemente che esistono soggetti/donna che fanno cultura e progetti/donna che sono già cultura in città.
Quanto alla metodologia di lavoro, come si è visto, essa è a rete: siamo un gruppo che ha sostenuto e sostiene la nascita di altri gruppi e associazioni piuttosto che allargare se stesso. Per esempio, sono nati o cresciuti in autonomia presso il Centro il gruppo locale che ha dato luogo alla "casa delle donne per non subire violenza", associazioni nazionali (delle storiche, delle scienziate, delle letterate, ecc.) e gruppi internazionali. Un caso: Spazio Pubblico di Donne, associazione nata in autonomia anche con donne di Orlando, lavora oggi in un nuovo gruppo internazionale formato da entrambe le associazioni e dal suo autonomo progetto è gemmata un’associazione (Onde Amiche) di psicologhe e terapiste dell’ex Iugoslavia, argentine e italiane.

Conflittualità e Convenzioni. Abbiamo lavorato ad autorizzare soggettività femminile e a costruire un’istituzione sessuata separandoci, ma tenendo aperto un confronto tra donne e uomini e tra amministrazioni e società attiva. Qui scatta - soprattutto scattava in passato - una delle diversità decisive tra noi ed altri gruppi. Il volume di negoziazioni, di rapporti conflittuali o cooperativi intrattenuti innanzitutto con il Comune, poi con Provincia e Regione, con Università e biblioteche pubbliche e con enti di ricerca a vario titolo, ha a che fare in modo rilevante con i beni e le strutture accumulate. E vi hanno anche a che fare teste pensanti maschili e femminili che operano o operavano nelle istituzioni. Inoltre, per un costante interesse a quella che potremmo chiamare con parole altrui "doppia democratizzazione", siamo state sempre attente al movimento e ai reticoli di città sorti di recente nel nostro paese e in Europa per affermare un accresciuto ruolo degli spazi urbani nelle politiche nazionali e internazionali.
Agli inizi Orlando strinse rapporti innanzitutto con l’amministrazione comunale e con l’Università. Accanto all’importante convenzione con il Comune che seguì qualche anno dopo e che si è via via rinnovata, l’Associazione ne ha stretta una rilevante e duratura con Provincia e Regione. Grazie alla prima il centro/biblioteca gestito da Orlando ha sedi, personale e un budget, grazie alla seconda l’Associazione potenzia l’attività della biblioteca/centro. Quanto all’Università, esistono ugualmente convenzioni con diversi dipartimenti che danno luogo a collaborazioni e scambi di servizi, così come accade con altri enti di ricerca e documentazione privati e pubblici in città e fuori di essa. Tra questi ultimi citiamo la Biblioteca Pedagogica di Firenze. Poiché negli anni futuri si tratta di vedere riconosciuto il carattere nazionale della Biblioteca del Centro di Documentazione delle donne a livello del Parlamento, ciò potrà essere fatto d’accordo con Comune Provincia e Regione e grazie alle convenzioni sopra richiamate, secondo una scelta di non spreco e dispersione di risorse che abbiamo perseguito in tutti questi anni. Un’assoluta trasparenza dei passi mirati a tale riconoscimento continuerà a informare le nostre relazioni con donne (e uomini) che siedano alla Camera dei deputati o in Senato perché eletti in città e in regione.
Ma l’Associazione tiene aperte alternative al proprio fare e pensare che prevedono un’uscita dalla biblioteca/centro qualora ne fosse minacciata l’autonomia. Non ci consentiamo infatti di pagare il costo, possibile in questi casi, di cooptazioni e compromessi rispetto ai progetti/programmi e alle finalità che ci siamo date e che moltissime singole e aggregazioni hanno rafforzato o esteso con iniziative in proprio presso il Centro o con attività in esso svolte congiuntamente a Orlando.

Valorizzazione e bilancio. Orlando raccoglie un patrimonio significativo grazie anche a donazioni di libri e di carte d’archivio provenienti da donne di varie condizioni e profili culturali e da enti di pubblica rilevanza. Segnaliamo soltanto che la Biblioteca di Sofia, settore della biblioteca dedicato a bambine e ragazzine, è nata dal dono considerevole di Luisa Muscatello comprendente i libri di formazione in lingue diverse utilizzati nel tempo dalla sua famiglia in Sicilia ed è alimentata annualmente dalla donazione dei libri della fiera dei ragazzi da parte dell’Ente Fiera. Importante è anche sottolineare la valorizzazione che viene al centro/biblioteca dal lavoro di studio e coordinamento svolto dalle socie di Orlando e da tante amiche: se ciascuna fosse remunerata quale consulente, come è costume nei sistemi di mercato, si tratterebbe di molti milioni di costi in più ogni anno. L’attuale bilancio dell’associazione supera i 400 milioni annui. Ad essi vanno aggiunti da qualche tempo progetti specifici finanziati in loco o dall’Unione Europea, che Orlando conduce in Italia o all’estero da sola o in partnership. Segnaliamo attività formative come i corsi recenti per la soluzione nonviolenta dei conflitti tenutisi a Monte Sole nella nascente "scuola di pace" di Marzabotto; o come i corsi NOW, che hanno condotto a vedere riconosciuta la qualifica di aiuto bibliotecarie "con competenze di genere", per ragazze in cerca di occupazione; il progetto MED Campus, che ha portato Orlando nel 1994 a fare formazione a donne palestinesi prima a Birzeit poi a Bologna, al fine di sostenere l’avvio del "Women’s Studies Program" dell’Università palestinese di Birzeit. Aggiungiamo attività di ricerca e scambio come quelle svolte in Cile, Palestina, Israele, Bosnia, Cossovo, Serbia ecc. Trattasi, in questi ultimi casi, di decine e decine di milioni spesi nei paesi citati con e dalle donne degli stessi; denari che appaiono sui pubblici bilanci di aggregazioni femminili o di organizzazioni nongovernative con cui Orlando è in rete. Citiamo, per esempio, la federazione di ONG COCIS o il Coordinamento delle Associazioni per Monte Sole.

Vita associativa. Anche in vista di traguardi così ambiziosi, puntiamo oggi ad una maggiore assunzione di pubbliche funzioni, ampliando il raggio della documentazione, ricerca e iniziativa di un'istituzione sessuata che già esiste e riorganizzando le sedi che il centro/biblioteca ha oggi in dotazione. Dal canto suo, l’associazione si è rinnovata com’è proprio di chi si lascia attraversare dagli eventi e li analizza. Ha mutato il proprio statuto nel 1994, definendo organismi di conduzione volutamente non monocratici e un numero accresciuto di responsabili ai livelli teorico-politici e organizzativi che le competono; vi sono entrate nuove socie ordinarie e sostenitrici italiane e straniere spesso di giovane età; ha esteso i gruppi di lavoro tematici e aperti con cui opera. E, poiché nelle forme associative vi è libertà ma vi sono anche vincoli a causa dei quali non è facile trovare coerenze formali adeguate alle pretese concettuali e operative di cambiamento, una nuova bozza di statuto datata 30 marzo 1996 ci mette oggi in grado di meglio formalizzare la cooperazione nel gruppo in base alle preferenze e alle responsabilità individuali a partire dalla collegialità della stessa presidenza dell’associazione e da una maggiore articolazione della tipologia delle socie. Sono previsti così tre ordini di socie (ordinarie, sostenitrici e onorarie), una presidenza a tre; un consiglio di 11 responsabili; coordinatrici di settore, vale a dire, per ora, una coordinatrice del Centro di Documentazione, Ricerca e Iniziativa delle Donne e una coordinatrice della Biblioteca Nazionale delle Donne; gruppi di lavoro aperti per le attività diverse progettate e per i diversi settori della biblioteca/centro. Occorrerebbe, tuttavia, un approfondimento per dire cosa sia un gruppo che intende valorizzare l’individualità di ciascuna e si definisce con l’ossimoro "coro di soliste".

Verso il futuro. Inoltre, per corrispondere al salto di qualità richiesto dall’attuale contesto, dalla rinnovata istituzione che si intende prefigurare e dalle negoziazioni necessarie a realizzarla, sempre in data 30 marzo 1996 è stato prefigurato un comitato promotore aperto a donne interne/esterne a Orlando che, secondo le norme vigenti, deve accompagnare la trasformazione dell’associazione in un’autonoma e allargata fondazione di donne. Cade qui a proposito il richiamo ad altre singole, ad altri gruppi e ad associazioni professionali di donne che hanno dichiarato il loro impegno su tali terreni nel momento travagliato e recentissimo del rinnovo della convenzione tra Comune e Orlando (30 settembre 1996). Cade ancora qui a proposito la speranza che potrà essere tale fondazione a gestire la realtà femminile che troverà luogo nell’ex convento di Santa Cristina.
 

Associazione Orlando© - ultimo aggiornamento

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