Corso transdisciplinare di Etica e Politica in ottica di genere 2020/2021, 16.a annualità.

Il titolo del corso di Etica e Politica 2020/21, Un Catalogo di Virtù per la Sopravvivenza e la convivenza nel XXI Secolo. Il paradigma della cura, è stato formulato all’inizio di gennaio alludendo alla sopravvivenza e alla convivenza degli esseri umani, degli animali e vegetali sul pianeta e avendo negli occhi l’estendersi di conflitti a livello globale, gli spostamenti di popolazioni con l’accrescersi dei campi di profughi e rifugiati, le questioni ambientali e climatiche che con urgenza bussano alle coscienze. Emergenze che incidono sull’agire quotidiano e a lungo termine di noi umani, minacciano le possibilità di una vita e di una morte preferibili per gran parte dei viventi e distruggono intere aree della terra. Nulla indicava che un titolo avrebbe avuto riscontri esplosivi quali la pandemia allargatasi in Europa e a livello mondiale o le rivolte dei neri che scuotono i fondamenti razziali degli Stati Uniti e impongono che i paesi europei affrontino i propri razzismi.

Si è fatta, così, più urgente e necessaria la riflessione sul paradigma della cura quale antidoto all’ignoranza e all’odio. Un farmaco, una riparazione, se mai ce ne siano, davanti al dolore e al lutto collettivi, a fronte del disconoscimento e della sopraffazione devastanti. 

Nell’anno accademico 2007/8, invitammo Joan Tronto, docente di scienze politiche all’università del Minnesota, a discutere la definizione di cura da lei sviluppata. La riprendiamo:

“Al livello più generale, suggeriamo che la cura venga considerata come una specie di attività che include tutto ciò che noi facciamo per conservare, continuare e riparare il nostro ‘mondo’ in modo da poterci vivere nel miglior modo possibile. Quel mondo include i nostri corpi, noi stessi e il nostro ambiente, tutto ciò che cerchiamo di intrecciare in una rete complessa di sostegno della vita”.

Scrivono sul loro sito le Filosofemme, filosofe di nuove generazioni:

“Il prendersi cura è un processo che si dilata nel tempo, dunque è una virtù che si acquisisce con l’esercizio del comportamento, con una buona pratica sorretta e accompagnata da una profonda motivazione personale”.

Nel corso 2020/21 la cura è virtù. Esaminare “cataloghi di virtù” implica la centralità delle condizioni e stili di vita di ciascuna/o nelle vicende storiche globali in vista di cambiamenti essenziali delle relazioni tra generi, generazioni, genti e del superamento di ineguaglianze e gerarchie che tuttora reggono l’organizzazione della produzione e riproduzione delle vite in ogni campo e luogo.

Il coronavirus ha sconvolto la “normalità”. La vita e la morte hanno acquisito modalità inedite. Indimenticabili i camion di bare in uscita da Bergamo, le fosse comuni di Manaus senza chi piangesse i propri morti. Si ristampano libri illustri che narrano di mali contagiosi, pesti vicine e lontane. Molti ne vengono scritti di nuovi. In maggioranza lodiamo i medici, gli infermieri, il personale sanitario che ha fatto fronte all’emergenza e tiene sotto controllo la perdurante circolazione del virus; si può, poi, riconoscere una reazione responsabile della cittadinanza nel paese. Scuole e Università si sono riaperte da pochi giorni. Nella pubblica opinione circolano posizioni alternative: minimizzare per “ritornare” allo status quo ante; intraprendere singole/i, aggregazioni e istituzioni una presa di coscienza del “pianeta infetto” agendo in modo inclusivo per il radicale mutamento di condizioni e forme di vita e di morte nell’ecosistema che condividiamo. Chi promuove gli ordini socio-economici in cui viviamo confligge con chi chiede la transizione intellettuale, sociale, ecologica a un nuovo ordine; chi esige pari dignità e giustizia tra generi, generazioni e genti si oppone a chi trasforma le relazioni tra diversi in assi differenziali di potere.

Si pensino, in Italia, le disuguaglianze tra studenti nell’esperienza della scuola online, la persistenza di disparità e stereotipi di genere rilevata dall’ISTAT nel 2019, i troppi casi di violenza alle donne, di lesbofobia, omofobia, transfobia, Terribili le sopraffazioni machista e familista di cui sono stati vittime Willy Monteiro Duarte e Maria Paola Gaglione, reputati deboli e dissonanti da sé o dalle regole. Il corso esaminerà il disegno di legge in discussione per punire l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica o religiosa e le richieste di norme contro l’omotransfobia.

Gli abusi della forza e l’odio razziale di agenti di polizia negli Stati Uniti, a partire da Minneapolis e da Atlanta con l’assassinio degli afroamericani George Floyd e Rayshard Brooks, sono proseguiti perché strutturali in quel paese. Hanno prodotto dissenso, rivolta e divisioni che coinvolgono i massimi poteri ed entrano nella campagna elettorale dell’attuale presidente americano.
Ambedue le circostanze hanno a che fare con l’impedimento di un libero respiro; con l’incapacità di co-spirare, respirare insieme alleandosi per la sopravvivenza e la convivenza umana e tra le specie. Vogliamo contribuire a prospettive e visioni che supportino e che non sopportino.

Il corso affronterà i temi in due annualità; ogni annualità avrà senso compiuto ai fini dell’esame da sostenere per il godimento dei 3 crediti formativi previsti.


Il corso si terrà ogni lunedì e martedì  dalle dalle 17 alle 19, presso l’ex convento di Santa Cristina, Piazzetta Morandi 2, Bologna.

Le lezioni si svolgeranno da lunedì 5 ottobre. 


Nel 2020/21, con riferimento al paradigma della cura, alla costellazione di significati affini – attenzione, considerazione, dedizione, impegno – il corso rifletterà su “piccole”/“grandi” virtù con chi le studia e reinventa grazie a pratiche di relazione tra donne non solo in sedi ove la cura offre prescrizioni di prevenzione e terapia: il sistema sanitario italiano. E rifletterà sul rapporto tra scienza e politica, “approfittando” dell’occasione donata al pensiero dalla vicenda in atto e dalle immagini che la hanno accompagnata: un nudo morire e scomparire che ha chiamato in causa, con il dolore, un diverso rito civile e religioso e la bioetica. Né si limiterà, a parlare della pandemia di cui prendemmo coscienza notando l’arretrarsi delle date rispetto all’11 gennaio in cui ne parlò Giovanna Botteri, corrispondente RAI in Cina e al 21 febbraio quando i media, segnalando il primo caso in Italia, diedero nome di coronavirus alle“polmoniti anomale” negli ospedali lombardi. Clinici e virologi apparivano su giornali, radio, TV, con bollettini quotidiani come durante una guerra; seguiti da filosofi, economisti e sociologi. Minoritari i negazionisti. Meno rappresentate, ma presenti, scienziate, filosofe, studiose di etica e diritto. Siamo ora alla coesistenza con il virus per un periodo indeterminato. Ansiosa? Serena? Armata di responsabilità, conoscenza, osservanza delle regole stabilite.

Programma e Calendario di massima

  • 5 ottobre 2020. Introduzione al corso delle curatrici.
    Raffaella Lamberti, il risveglio dell’etica della virtù;
    Carla Faralli, riflessioni bioetiche al femminile nel contesto attuale.  
  • 6 ottobre 2020.
    Annamaria Tagliavini, “Piccole virtù “e vita quotidiana secondo Natalia Ginzburg.
    Giancarla Codrignani. Diplomazia e senso del limite: virtù al femminile? 
  • 12 Ottobre 2020.
    Angela Balzano, Ilaria Santoemma.
    Donna Haraway: sopravvivere in un mondo infetto;
    Elisa Murgese. Allevamenti intensivi, inquinamento e COVID 19.
     
  • 13 Ottobre 2020.
    Gianna Pomata. Femminismo e medicina;
    Daniela Pomata. Cronache dall’Ospedale Sant’Orsola di Bologna
  • 20 Ottobre 2020.
    Maria Patrizia Violi. Riflessioni sul trauma;
    Fernanda Minuz. Riflessioni sui nuovi orientamenti della Commissione Europea verso la salute e l’emigrazione.
  • 26 0ttobre 2020.
    Elda Guerra. L’approccio femminista e di genere;
    Tamara Roma. Un nuovo paradigma per il sistema della salute.
  • 27 ottobre 2020.
    Gino Rubini, il diritto alla salute al tempo del coronavirus;
    Giulia Sudano, Stefania Minghini Azzarello. Valentina Bazzarin.
    La Covid19, un’indagine di genere.
  • 2 Novembre 2020.
    Sara Gandini – Come nasce e si diffonde un’epidemia;
    Elisa Murgese – Allevamenti intensivi, inquinamento Covid19.
  • 3 Novembre 2020.
    Maria Luisa Vezzali.
    Raffaella Lamberti. Epidemie e pandemie nella letteratura: Manzoni, Camus, Saramago, Dacia Maraini, Paolo Giordano (Viralità, Fang Fang, Diario Wuhan) 
  • Novembre 2020.
    Marzia Vaccari, Annalisa Pelizza, Le epidemie e pandemie nello schermo di Internet. 
  • 9 novembre 2020.
    Fabrizio Tonello, La produzione dell’ignoranza ai nostri giorni e i rischi per le democrazie;
    Kaaj Tschikalandand, Razzismo e autoritarismo: a che punto siamo nella spocietà italiana.
  • 10 novembre 2020.
    Porpora Marcasciano,
     Giulia Rodeschini, Omofobia, Lesbofobia, Transfobia.
  • 16 novembre 2020.
    Raffaella Baritono, Gli Stati Uniti: i movimenti antirazzisti oggi;
    Rita Monticelli, Pensiero e pratiche di autrici

Curatrici
Carla Faralli (carla.faralli@unibo.it)
Raffaella Lamberti (lamberti@women.it)

Tutor
Tamara Roma (tamara.roma@studio.unibo.it)
Zoe Roversi Giusto (zoe.giustiroversi@studio.unibo.it)