Le donne nei movimenti di rivolta popolare: Iran. La ragazza blu.

da
dalle 18.00 alle 20.00

Centro delle donne

In continuità con le sue pluriennali esperienze transnazionali l’Associazione Orlando organizza una serie di incontri che hanno come focus di interesse alcuni paesi del Mediterraneo, come Algeria, Iran, Palestina, e il Cile , dove nell’ultimo anno hanno fatto irruzione rivolte popolari che hanno visto le donne protagoniste delle rivendicazioni.

Il primo di tali incontri è dedicato all’Iran.

Video dello spettacolo
Una danza per Sahar
La ragazza blu
Regia di Azadeh Ahmadian

Il cuore della rappresentazione è centrato sui movimenti di protesta delle donne in primis e dei giovani contro la Repubblica islamica come i “mercoledì bianchi” che vedono alcune donne sfidare i codici di abbigliamento imposti dalle autorità religiose vestendosi di bianco e togliendosi il velo. Il messaggio è chiaro: le iraniane sono contrarie all’obbligo di portare il velo, rivendicano la loro libera scelta e questa protesta silenziosa e non violenta è diventata il simbolo di tante ingiustizie subite. L’avvocata e attivista per i diritti civili Nasrin Sotoudeh è stata condannata definitivamente a 33 anni di carcere e 148 frustrate per aver difeso donne che avevano protestato contro l’obbligo di indossare il velo.

La prima parte dell’iniziativa fa riferimento a queste proteste pacifiche delle donne ed è dedicata a Sarah la “ragazza blu” morta in settembre del 2019 dopo essersi data fuoco avendo saputo della condanna impostale dalla magistratura. Lo spettacolo è stato realizzato da un’associazione di giovani donne iraniane MA2TA Persia.

Prendendo spunto dallo spettacolo la giornalista Farian Sabahi approfondirà il tema della protesta di giovani donne e uomini che manifestano contro le politiche delle autorità religiose per la ripresa delle attività connesse al nucleare, il carovita causato dall’aumento del costo del carburante, la corruzione e l’inefficienza che causano una grave situazione sociale, chiedendo più trasparenza, democrazia e libertà di espressione . La grande manifestazione nell’ateneo di Tehran del 13 gennaio mostra, con il rifiuto di calpestare le bandiere di Israele e Stati Uniti , che i giovani sono stanchi di propaganda e di minacce di guerra e vogliono occuparsi dei reali problemi economici e sociali. Le donne senza e con velo, con una mascherina sul volto non solo per proteggersi dai lacrimogeni, ma per non farsi riconoscere sono una presenza costante e numerosa di queste manifestazioni.

Introduce
Rita Alicchio, Associazione Orlando
Interviene la giornalista e storica Farian Sabahi
Video dello spettacolo
Una danza per Sahar. La ragazza blu
Regia di Azadeh Ahmadian

> L’incontro sarà online, sulla piattaforma di videoconferenze Jitsi Meet.

> Per partecipare è necessario prenotarsi inviando un’email a ritaalicchio@gmail.com

> A chi si è prenotata, arriverà un’email con il link per accedere a Jitsi. Non è necessario scaricare l’applicazione, a meno che non si utilizzino dispositivi diversi dal computer per collegarsi.


Nella realizzazione dell’iniziativa sono state coinvolte attiviste iraniane che vivono a Bologna, Le Donne in Nero, Donne per Nasrin , il Centro interulturale Zonarelli e i Giuristi Democratici


Farian Sabahi: autrice di numerosi saggi dedicati alle donne di Teheran, docente di Relazioni Internazionali in Medio Oriente, giornalista del Manifesto, Corriere della sera.
Azadeh Ahmadian: regista e scenografa teatrale, con altre donne iraniane fonda l’associazione MA2TA Persia; è portavoce delle donne che in Iran lottano per i diritti e vuole far conoscere la cultura e la tradizione iraniana tramite l’attività artistica e il mondo magico del teatro. MA2TA vuol dire “noi due” e il teatro è nato con due persone: un attore e uno spettatore.