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B) Programma

Introduzione metodologica

Il Centro

Biblioteca

Sala da Tè

Ricerca

Presenza - Scuola di Politica "Hannah Arendt"

Attività di formazione.

Scambi Internazionali

Previsione di spesa




B) PROGRAMMA.

Introduzione metodologica


La Premessa delinea l'orizzonte ideale entro cui si colloca la progettualità di "Orlando" e gli assi - Generi, Genti, Generazioni - lungo i quali si realizzeranno i progetti che qui esponiamo. In questa Introduzione forniamo alcune informazioni sulle modalità operative del Centro/Donne e illustriamo alcune considerazioni di metodo che hanno informato la definizione di questo programma.

Modalità operative

L'organizzazione

Il Centro di Documentazione, Ricerca e Iniziativa delle Donne eroga servizi e promuove iniziative attraverso tre strutture: il Centro; la Biblioteca; il polo informatico/telematico rappresentato dalla Sala da Tè Internet con il sostegno del ServerDonne, come descritto nel Progetto. Attorno a queste strutture si articolano le varie iniziative del Centro/Donne, quali quelle documentate nel Dossier 1 per il periodo della scorsa Convenzione e nelle schede di progetto che compongono questo Programma per il futuro. La diversificazione e la quantità delle attività ha suggerito una suddivisione in settori, che talvolta operano in relativa autonomia.
Diamo di seguito un quadro sintetico delle strutture e dei settori.

1. Il Centro, è in primo luogo struttura dello spazio pubblico. Svolge attività di accoglienza e consulenza, prende iniziative di presenza civica, sociale e politica e cura le connessioni tra le reti di donne della città nonché tra reti nazionali e internazionali.
Con accoglienza si intendono le attività di incontro, sostegno e scambio nelle proprie sedi. Il Centro ha una tradizione riconosciuta su tale terreno, avendo non solo messo in condizione singole e gruppi (e singoli uomini e aggregazioni miste) locali, nazionali e internazionali di utilizzarne competenze e servizi, ma avendo sostenuto e riconosciuto presso di sé luoghi di donne che vivessero in regimi di peculiare apartheid (ad esempio furono legalmente registrati a Bologna Nablus, primo centro palestinese, e Pristina, primo centro Kosovaro). Principali strumenti d'accoglienza sono le sedi: Palazzo Montanari e Palazzo dei Notai dove, accanto all'agorà elettronica, vengono ospitati numerosi gruppi di donne. La Sala dei Notai, a sua volta, nel corso della scorsa convenzione, è stata riaperta al pubblico e gestita con criteri derivati dalla tradizione cittadina, vale a dire riservandola ad aggregazioni diverse della cultura e della società civile. Oltre 150 sono state le Associazioni che la hanno utilizzata, regolarmente o una sola volta.
L'attività di consulenza per singole e gruppi di donne consiste in informazione, orientamento, sostegno e supporto per i contatti con altri enti o aggregazioni. Il Centro, oltre a svolgere un ruolo di connessione, promuove iniziative di presenza civica, sociale e politica; parte dell'attività è svolta in stretto collegamento con il settore Presenza.
Al Centro fa capo inoltre la segreteria, gestionale e amministrativa, che è trasversale alle strutture e ai settori e svolge un ruolo essenziale per il funzionamento efficace dell'intero Centro di Documentazione, Ricerca e Iniziativa delle Donne.

2. La Biblioteca è il settore responsabile della conservazione, ampliamento e valorizzazione del patrimonio librario e archivistico, attraverso le acquisizioni e l'organizzazione di eventi, e della realizzazione del progetto Biblioteca Italiana delle Donne. Nell'ambito di tali attività promuove anche ricerche assieme al settore specifico. I risultati ottenuti in termini di incremento del patrimonio e delle presenze sono documentati nel Dossier.
La Biblioteca, inoltre, ha partecipato e partecipa a progetti promossi dall'Unione Europea e da altri enti sopranazionali, tra i quali l'Unesco. È presente nelle più rilevanti reti internazionali di "Women's, gender and feminist studies": in particolare nella rete mondiale delle Biblioteche, degli Archivi e dei Centri di Documentazione delle donne, cui fanno capo oltre 2000 enti e che ogni tre anni si riunisce in una Conferenza a livello mondiale; in "AOIFE" (Association of Institutions for Feminist Research and Education); nella rete tematica "Athena" dedicata allo sviluppo degli Women's studies nelle università europee e finanziata dall'Unione Europea; in "Women's World" sezione femminile del Pen Club (autorevole associazione di scrittori e scrittrici con sede a New York), dedicata alla promozione della letteratura femminile soprattutto nei paesi in cui opera la censura.
Su questo sfondo particolare rilievo assume, nel quadro di Bologna Capitale Europea della Cultura del 2000, la IV Conferenza Internazionale di Ricerca Femminista. Corpo, Genere, Soggettività. Attraverso i confini delle discipline e delle istituzioni (Bologna, 28 settembre-1 ottobre 2000), sostenuta da un finanziamento della DG XII dell'Unione Europea e promossa in collaborazione con le reti "AOIFE", "Athena"dell'Università di Utrecht e l'Ateneo di Bologna.
La Biblioteca rivolge attenzione particolare alla promozione della lettura, alla divulgazione e all'approfondimento della cultura delle donne e delle opere più significative prodotte su di esse. Numerosissimi sono gli incontri, i seminari e i convegni che sono stati organizzati.

3. La struttura informatica e telematica è funzionale all'operatività dell'intero sistema. La Sala da Tè Internet progetta e attua iniziative volte a superare il divario tra i sessi rispetto alle nuove tecnologie (corsi di alfabetizzazione informatica e di navigazione su Internet). Essa è sostenuta da una più ampia struttura tecnologica produttrice e convogliatrice di flussi informatici, che è responsabile in prima istanza dell'attuazione del progetto ServerDonne.
Messo in opera nel 1996, questo consiste di hardware autonomo e di un sistema informativo di genere, unico a livello nazionale e fra i pochissimi a livello internazionale. Obiettivo del progetto che lo ha realizzato era ed è introdurre la rilevanza di genere ai diversi livelli di realizzazione e di progettazione dell'informatica e della telematica. Da un lato, si è voluto mettere a disposizione delle donne le tecnologie informatiche, dando loro anche assistenza nell'utilizzo. Dall'altro si è inteso costituire una presenza, dal punto di vista della soggettività delle donne, costante e aggiornata nel ridondante flusso informativo di Internet. I risultati, documentati nel Dossier 1, confermano pienamente quanto l'utilizzo dei servizi sia utile al tentativo di contrastare i meccanismi di esclusione delle donne dalle nuove tecnologie e di resistenza ad essa da parte delle donne stesse.
Come struttura trasversale, offre un fondamentale sostegno tecnologico e progettuale a tutti i settori, che attraverso essa realizzano parti importanti delle proprie attività.

4. La ricerca è anch'essa settore che svolge un ruolo cardine e di supporto alle attività delle strutture. Attraverso le ricerche condotte nei tre filoni, storico/documentario, teorico/culturale e di indagini sul presente, fornisce essenziali strumenti di analisi, orientamento e progettazione.
L'attività s'è indirizzata all'indagine sulle giovani e i giovani (Interpreti del loro tempo, Gender transformations); sulle aggregazioni femminili del presente (Stelle in movimento, comete in transito) e sulle genealogie femminili (Tradizioni politiche, scientifiche, artistiche, sapienziali di donne). Si è sviluppata anche un'attività di ricerca-formazione rivolta a donne in condizioni di marginalità. I risultati sono reperibili in pubblicazioni cartacee e on line.
Grande rilievo hanno assunto rispetto agli specifici filoni di intervento le iniziative svolte nell'ambito di Bologna 2000, documentate nella sezione apposita del dossier. In questo ambito cruciale è stato l'avvio della ricerca sulle Prassi inventive e creative nella cultura e nella politica che viene riproposta ed ampliata nella scheda progettuale allegata.

5. Il settore Presenza raggruppa le diverse iniziative volte alla creazione di sfera pubblica femminile e alla valorizzazione del pensiero e pratiche femminili in ordine ai temi della vita associata. Include dal 1997 la "Scuola di politica Hannah Arendt: presenza femminile nella sfera pubblica", promossa con co-finanziamento dell'Unione Europea, che ha articolato la propria attività nell'organizzazione di seminari internazionali in Italia, Germania, Regno Unito e Norvegia e nella individuazione, raccolta, catalogazione ed analisi delle "buone pratiche", cioè azioni efficaci ed esemplari, di donne nella sfera pubblica. La Scuola di Politica ha inoltre promosso iniziative di formazione rivolte a giovani donne. I risultati sono pubblicati su supporto cartaceo e on-line. L'intero settore ha organizzato iniziative rivolte alla città sui temi della costruzione di spazio pubblico.

6. Formazione. Di recente istituzione, il settore mira allo sviluppo di specifiche competenze di genere in qualifiche tradizionali o a nuove qualifiche, con un'attenzione particolare alle nuove tecnologie.
Lo sviluppo del settore è stato legato ai corsi di alfabetizzazione nelle nuove tecnologie e alla progettazione di corsi di formazione professionale rivolti a donne disoccupate con il duplice obiettivo di individuare profili formativi innovativi e socialmente utili e di offrire a donne appartenenti a diverse fasce generazionali un'occasione di formazione per un inserimento o reinserimento qualificato nel mercato del lavoro. Significativo del modo di operare del settore sono stati, per citarne solo due, i corsi per "Operatrici con competenze di genere nella cooperazione allo sviluppo e sul campo" e per "Animatrici di servizi informativi/informatici rivolti a donne in età anziana", già ricordato nella sezione "Il Centro oggi" del Progetto.
Il settore ha collaborato con quello degli Scambi internazionali nell'organizzare iniziative di formazione rivolte a donne Albanesi, Bosniache, Kosovare e di altri paesi, per approfondire i metodi di formazione per le donne propri dell'esperienza italiana nella comparazione con i bisogni, le domande e le culture differenti proprie di quei paesi e di quei contesti.

7. Le attività che hanno portato alla costituzione del settore Scambi Internazionali risalgono alla fine degli anni Settanta, quando si sono avviati scambi globali con donne di diverse parti del mondo, sia sul terreno della ricerca e cultura femminili sia su quello del sostegno a quante vivono in "luoghi difficili". Ciò ha portato, per quanto riguarda l'Associazione "Orlando" e il Centro delle Donne di Bologna da essa gestito, ad essere parte attiva nei Forum e nelle Conferenze mondiali, volute dall'ONU o da altri organismi sopranazionali, in merito alla soggettività ed alla situazione delle donne. Oggi l'intervento riguarda l'area del Mediterraneo e l'Est Europeo: dolorose vicende, soprattutto a partire dal conflitto Israelo/Palestinese e dalla guerra in Bosnia, impongono di occuparci di fatto di "sopravvivenza e convivenza".

La coesione e la congruenza del sistema sono garantite dalla regia progettuale e gestionale dell'Associazione "Orlando".

Il sistema
Benché strutture e settori abbiano obiettivi specifici, un ambito d'azione preciso, risorse umane e finanziarie relativamente distinte per alcune iniziative specifiche, essi operano secondo un principio di supporto, valorizzazione reciproca e collaborazione. Ciò ha consentito e consente tanto una utilizzazione più efficace delle risorse quanto approcci interdisciplinari alle tematiche che sono produttivi di soluzioni innovative. Tra i vari settori, infatti, non solo funzionano trasversalità operative o progettuali, ma un reciproco alimentarsi di input e stimoli: ne risulta una fisionomia istituzionale capace di tenere insieme progettualità, professionalità, riflessione teorica, ma anche un legame profondo con diversi tratti della società civile, la cui intera regia fa capo a "Orlando" e al suo speciale know-how.
Neppure un servizio apparentemente autosufficiente per finalità e ambito, come la biblioteca, su cui ci soffermiamo come esempio delle modalità operative del Centro di Documentazione, Ricerca e Iniziativa delle Donne, potrebbe infatti continuare il suo sviluppo se separata dalla relazione vitale con altri settori. E non solo, com'è ovvio, per quei settori più contigui sul piano strettamente tecnico come la telematica: è dal lavoro comune che si è potuto dar vita a quel ricco flusso informativo documentato nella Scheda di progetto e nel Dossier. Senza l'apporto delle ricerche storico/documentarie condotte dal Centro in passato e progettate per il prossimo triennio sarebbe difficile una valorizzazione del patrimonio costituito dall'emeroteca e dalla Collezione Storica (si veda la Scheda di progetto del Settore Ricerca). Ma la biblioteca neppure disporrebbe del patrimonio documentario fatto di volumi, riviste e "letteratura grigia" se non avesse un filo diretto con tutte le attività che il Centro svolge sul terreno della società civile, delle ONG, delle organizzazioni autonome di donne che operano in Italia e all'estero e ad essa inviano tutta la documentazione prodotta fatta di bollettini, opuscoli e altro. A questo articolato e complesso sistema di reti si deve un patrimonio unico, anche perché costruito fuori e dentro i tradizionali circuiti del mercato editoriale e altrimenti non recuperabile attraverso le normali strutture bibliotecarie.
Si pensi ai materiali prodotti dalle piccole organizzazioni di donne che operano in paesi in via di sviluppo e che contengono dati informativi unici sulla condizione femminile in quelle aree. Ad esempio, è tramite il rapporto tra biblioteca e settore degli scambi internazionali che si è potuto costruire un "Archivio della memoria di guerra di donne kosovare, serbe e montenegrine": una raccolta senza uguali, realizzata grazie alle strutture e alle politiche attivate da "Orlando" nell'area dei Balcani. Esso diventerà un'importante sezione dell'archivio, oltreché un volume edito dalla casa editrice Giunti nel 2001; il progetto che lo ha costituito rappresenta inoltre l'asse centrale di attività della sezione europea della citata "Women's world", del cui International Board "Orlando" fa parte. Tale archivio può rappresentare un tassello delle iniziative che i settori Internazionale e Presenza intendono condurre a livello cittadino per il periodo 2001-2003, iniziative dalle quali potrebbe ricevere a sua volta ulteriore impulso.
All'Associazione "Orlando" e alla sua rete di amicizie e contatti fa capo, infine, un capitolo particolare dell'accrescimento patrimoniale, quello dei fondi speciali e donazioni, quali la Donazione dell'archivio personale di Rosi Braidotti, la Donazione dell'Ente Fiera di Bologna, per fare due esempi distanti di uno spetrro ampio di "doni".

Ciò che si è detto per la Biblioteca può valere per ogni altro settore, come risulta anche dalle correlazioni tra i progetti qui presentati.

Essi vanno letti ed intesi, pertanto, come un programma di gestione che l'Associazione presenta per il consolidamento e lo sviluppo del Centro di Documentazione, Ricerca e Iniziativa e della Biblioteca Italiana delle Donne.

Criteri e obiettivi progettuali
La progettazione risponde in primo luogo ai due obiettivi di consolidamento e di sviluppo. Consolidamento dei risultati raggiunti, anzitutto per quanto concerne le strutture, in vista anche del trasferimento della sede nell'ex-convento di Santa Cristina e dell'incremento di attività e utenze che prevedibilmente ne seguirà: si vedano in particolare le schede della Biblioteca Italiana delle Donne, che nel prossimo triennio dovrebbe completare l'iter procedurale che la porterà ad essere un'istituzione culturale di profilo nazionale con pieno riconoscimento giuridico e solido sistema di finanziamenti, e del Settore informatico/telematico, che intende consolidare una presenza cittadina la cui validità è confermata dalla crescente utenza. Ma pensiamo anche al consolidamento di alcune linee progettuali avviate dai settori nel periodo coperto dalla precedente convenzione: quella sulla creatività femminile, ad esempio, che ha condotto alle notevoli iniziative realizzate dal Centro nell'ambito di Bologna 2000.
Lo sviluppo della proposta culturale sarà orientato prevalentemente lungo gli assi - Generi, Genti, Generazioni - descritti nella Premessa, ma non esclusivamente. Per le strutture sono state individuate anzitutto linee di sviluppo pertinenti alla loro natura e finalità. Tra queste, l'ampliamento e miglioramento dei servizi telematici della Biblioteca, in collaborazione con il Settore informatico/telematico, attraverso l'immissione del catalogo informatizzato nell'Opac di Bologna e il passaggio al Sistema Bibliotecario Nazionale (SBN); la realizzazione, da parte del settore informatico/telematico in collaborazione con il Centro di Documentazione, di uno sportello on-line per mettere a disposizione quelle informazioni che potrebbero aiutare le donne a vivere con più agio la propria città. Altre linee di sviluppo intrecciano quelle individuate dai settori lungo gli assi Generi, Generazioni, Genti. Due esempi basteranno: l'ampliamento della biblioteca verso le sfere linguistico/culturali di provenienza delle donne immigrate e l'adattamento delle pagine WEB per renderle loro accessibili; è una pietra importante nella costruzione di uno spazio di iniziativa e incontro a cui mira il progetto "Tra migranti e native". La riflessione sui rapporti tra "Generi, arte e comunicazione" proposta dal settore Ricerca apre un campo in cui la nozione di "genere" si problematizza in relazione - forse - anche ad una frattura generazionale; essa consolida e ulteriormente sviluppa aree di interesse della Biblioteca e le sue iniziative culturali e del Settore informatico, che alla creatività artistica espressa attraverso le nuove tecnologie dà spazio.

Il programma che presentiamo per il Centro ricopre un ampio spettro di iniziative: non per tutte è richiesto un finanziamento al Comune di Bologna (nelle schede progettuali sono indicate possibili o già certe fonti di finanziamento). Tutte le iniziative, tuttavia, ci paiono essenziali a consolidare e sviluppare l'istituzione oggetto della convenzione tra Comune di Bologna e Associazione "Orlando".

* Ricordiamo come nella parte A) Progetto abbiamo chiarito che utilizziamo la dizione abbreviata Centro/Donne per indicare l'intero sistema di strutture e settori che costituisce il Centro di Documentazione Ricerca e Iniziativa delle Donne, mentre la parola "Centro" designa una delle strutture del Centro/Donne.



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Il Centro


Il presente Progetto/programma molto insiste sui temi dell'Accoglienza, della convivialità e convivenza; dell'Uso degli Spazi Pubblici da parte di cittadine e cittadini; dell'Iniziativa volta a suscitare il confronto, la riflessione, la Presenza Civica; della Connessione in una società fratta e segmentata; e così via.

Il Centro, dal lato interno, è la struttura che provvede trasversalmente a funzioni di gestione, amministrazione e segreteria.
Dal lato rivolto al "pubblico", esso è la struttura che provvede a rendere effettiva, per quanto possibile ad un istituto limitato in mezzi e poteri, una progettualità volta a favorire l'essere/insieme, l'essere/con.
Sul versante interno molti sono gli sforzi del Centro per formare il "personale" che al Centro lavora, attraverso un'auto/formazione mirata e mediante la partecipazione a seminari pertinenti organizzati a livello locale o nazionale da altri enti. Si tratta di corsi di amministrazione, management, progettazione e simili: va infatti tenuto conto che l'istituto Centro/Donne è cosa in certa misura sperimentale, come lo sono analoghi istituti in altre parti del paese e d'Europa. Per dare qualche esempio, la Biblioteca affronta i problemi tecnici di una schedatura di libri e materiali cartacei e on line, che deve tenere correttamente conto della differenza tra i sessi ancor più nel momento in cui si immette nel sistema bibliotecario nazionale (dall'inizio problemi di biblioteconomia, catalogazione e simili vengono affrontati con seminari organizzati da reti italiane ed europee); al Centro occorre invece una capacità di progettazione e di formulazione dei budget e dei bilanci in un'ottica di genere (docenti dell'Università di Roma hanno di recente organizzato un corso di formazione in questa direzione cui ha partecipato personale addetto del Centro/Donne).

Sul versante pubblico, più volte ci si è richiamate ad una tradizione di pensiero femminile che, a partire dai salotti protoromantici gestiti da donne per venire alle elaborazioni più recenti legate al pensiero di figure come Hannah Arendt, segnala una via diversa della modernità, tesa alla ricerca di una vita pubblica capace di relazioni amichevoli, pur nella costruzione politica. Ma oggi i tentativi di tornare ad abitare in amicizia i luoghi pubblici, così come quelli di costituire nuovi luoghi in comune, sono più larghi e sono ben documentati dalla letteratura civile e scientifica.

Innanzitutto, su questo lato esterno s'è cercato per il Centro uno stile di governo degli spazi atto a introdurre discriminanti tra un mero contenitore ed uno spazio in comune. Per intenderci, al Centro non si opera come un'agenzia di distribuzione di pubbliche sale (di necessità gratuite, in quanto del Comune). Si propongono, invece, accoglienza e modalità d'uso ispirate all'ospitalità sul versante di chi le mette a disposizione, ed all'accettazione di bandire volgarità e abusi da parte di chi le chiede in uso. Un luogo di massima apertura, quindi, ma che pone condizioni per accedervi e soglie per il manifestarvisi. Per rendere più comprensibile quanto detto a proposito di "abusi", si ricordi che la Sala di Palazzo dei Notai è stata chiusa al pubblico fino dal 1992 anche a seguito di atti di vandalismo.
Il tentativo di "Orlando" è riuscito in buona misura, almeno a giudicare dalle cifre considerevoli di chi utilizza piccoli e meno piccoli spazi del Centro/Donne o ad esso contigui, come appunto la Sala dei Notai. Stimiamo che quest'ultima - gestita a partire dalla primavera del 1996 -, sia frequentata in media ogni anno da oltre diecimila persone, grazie ad attività culturali e civili di numerosissime associazioni. Escludiamo da questa cifra le circa mille presenze mensili presso la Sala Internet.

Anche per il futuro "Orlando" pensa di mantenere le stesse modalità di offerta d'uso degli spazi e del servizio. Le tipologie d'uso da parte dell'utenza rispettano le finalità e i calendari della biblioteca/centro/sala da tè. Esse restano larghe, pur con una restrizione nei tempi di disponibilità, dovuta alla crescita delle attività del Centro. E coinvolgeranno ancora ed anche - fuori orario di ufficio o di apertura delle Biblioteca - spazi di via Galliera. Le richiamiamo:


  • riunioni di gruppi che ne facciano richiesta e uso di attrezzature (fotocopiatrici, computer per il pubblico) da parte di singole e gruppi di donne della città che hanno fatto del Centro la loro sede operativa; riunioni di studiose, di professioniste o attiviste di altre parti d'Italia e oltre;

  • conferenze stampa di gruppi di donne locali e regionali;

  • incontri di aggregazioni della società civile cittadina, che ne fanno richiesta. Gli esempi sono troppi; dalle bambine/i alle ragazze/i, a donne e uomini, ad anziane/i; native e migranti, residenti e non residenti;

  • iniziative e pubblici dibattiti organizzati dai medesimi soggetti (associazionismo culturale e di volontariato, ONG, gruppi impegnati sui diritti umani, enti di ricerca, istituti universitari, giornali e riviste, ecc.);

  • corsi e seminari organizzati da gruppi ed enti (specie nella Sala Internet);

  • mostre, manifestazioni artistiche, performance ecc. Soprattutto nell'ultimo anno, in concomitanza con Bologna Città Europea della Cultura nel 2000 simili iniziative hanno garantito un uso continuato degli spazi.

Nel corso degli anni il Centro, grazie alle proprie iniziative e alla capacità di ascolto e lettura del presente, s'è rivelato capace di mettere a confronto e di connettere forze molto ampie e diversificate sotto il profilo ideale, forze espresse dall'associazionismo femminile e dall'attivismo di singole. (Vedi Progetto: Il Centro delle Donne nel Tempo).

Le Iniziative e la Presenza organizzate da "Orlando" per il Centro continueranno a riguardare soprattutto tematiche di attualità a partire

  1. dai problemi della "rappresentanza" e "presenza" femminili nella sfera pubblica - come altrove si è detto le donne in città, in regione e nel paese sono davvero sotto/rappresentate -, a quelli di una ri/aggregazione trasversale di donne impegnate nella ricerca femminile e femminista, nonché a quelli di una diversa "civiltà di individui e individue";

  2. dalle tematiche del lavoro a quelle della povertà e dell'esclusione, affrontate, in chiave di empowerment e mainstreaming, attraverso l'informazione e la formazione;

  3. dalle prospettive della scoperta, attraverso la ricerca, e la valorizzazione di una "creatività" femminile vivace in città e da sostenere.

Grazie poi all'ausilio dell'esperienza europea e internazionale realizzata, proseguiranno
  1. i seminari della Scuola di Politica Hannah Arendt, questa volta mirati alla città innanzitutto;

  2. la riflessione sui cambiamenti nel sistema delle relazioni internazionali e sul ruolo delle donne e del punto di vista di genere in essi.

Qualcosa si dice a tale proposito nella parte del Progetto dedicata a Il Centro delle Donne Oggi.

Uno spazio va poi previsto e riservato ad impreviste tematiche di attualità che la contingenza possa proporre all'attenzione, con l'augurio che non sempre e soprattutto si tratti di guerre e di "emergenza".

Rimandando a raccordi con altre schede progettuali (vedi Formazione, Presenza, Ricerca, Scambi Internazionali soprattutto) per alcuni dei temi qui schematicamente riassunti, proponiamo in particolare:
a) Una Conferenza Italiana di Ricerca Femminista che sappia dare continuità, sul versante città e paese, al lavoro importante realizzato con la IV Conferenza Europea di Ricerca Femminista durante Bologna Città Europea della Cultura nel 2000.
b) L'avvio di incontri e seminari di uomini e donne preparatori del convegno internazionale "Per una Civiltà di Individui e Individue", convegno già proposto per l'anno 2001 al Comitato di Bologna/2000.
Preme infatti al Centro non disperdere l'esperienza preziosa costituita dall'evento bolognese dell'ultimo anno; evento che ha confermato e rilanciato la centralità del Centro/Donne bolognese in Italia ed in Europa, come è stato riconosciuto non solo dalle studiose presenti, ma dalle tre Commissarie Europee convenute in quella sede.

Quanto ad a) l'iniziativa vuole da una parte individuare, valorizzare e immettere in un più ampio circuito il lavoro svolto da numerose ricercatrici e studiose del nostro paese. Vuole dall'altra adempiere ad un compito di collegamento di esperienze di qualità a volte molto visibili, a volte del tutto sommerse, che sono troppo spesso frammentate e separate le une dalle altre.
Del resto, l'esigenza di documentare le ricerche di donne in Bologna e in Italia e di realizzare un confronto ravvicinato tra sedi di ricerca interne/esterne le università e le istituzioni di donne è emersa con forza alla IV Conferenza Europea. Ciò non solo da parte delle studiose già affermate, ma da parte di giovani generazioni di ricercatrici.
E va da sé che tale Conferenza suppone, per essere sostenuta e realizzata, lo stretto intreccio tra Biblioteca e Centro, nonché la collaborazione con donne dell'Ateneo cittadino, docenti e studenti.

Quanto a b) l'iniziativa vuole intanto "accelerare" un confronto tra i generi che è ancora acerbo, ma che viene infine maturando in città e nel paese, come già è avvenuto in altri paesi specie anglofoni e francofoni ove la letteratura "maschile" di merito è molto ricca. Al contempo, essa intende favorire la produzione di un pensiero che, fuori dei recinti e steccati ideologici e di schieramento politico, affronti in termini di "civiltà" i temi della sopravvivenza e della convivenza della pluralità dei viventi.

Non possiamo infatti dimenticare il contesto offerto dalla contingenza in cui operiamo: ci limitiamo a due richiami di natura diversa - alla scienza ed alla politica intesa come scienza -, ma entrambi pertinenti e più vicini di quanto non sembri. Si parla molto di scienza (e tecnologia) in questo periodo. Gli strumenti di comunicazione di massa, dalla carta stampata alla televisione al cinema fanno a gara per portare a conoscenza di un più vasto pubblico le sue "magnifiche sorti e progressive". La scienza entra nelle case e costruisce un " senso comune" che alimenta sostiene ed amplifica una visione dogmatica e una credenza fideistica nelle capacità di innovazione e progresso. Senso comune fin troppo spesso smentito dai fatti. Per anni e anni donne e scienziate si sono interrogate sulla scienza al fine di riconoscerne gli ambiti e affermarne i limiti. Hanno messo in discussione la neutralità, l'assenza di valori nella costruzione dell'oggettività scientifica. E per anni e anni, come scienziate e donne, abbiamo ragionato sulle dicotomie natura/cultura, corpo/mente, emozione/ragione.
Anche sul terreno della politica e del pensiero politico donne e pensatrici hanno rimesso in discussione le dicotomie tra ragioni e sentimenti, tra corpi e menti, tra natura e cultura su cui la politica si è fondata, specie in età moderna. Questa riflessione critica non poteva non essere fatta in presenza di disuguaglianze e violenze crescenti (per tutti gli Anni Novanta), cui ci siamo qui spesso richiamate. Il pensiero femminile ha avanzato un'altra idea di città, comunità, civiltà, che ripensa la libertà e la responsabilità, il conflitto e la relazione, l'autorità e il limite in termini meno scissi e più equilibrati. E può essere un pensiero prezioso nel millennio che, tutti, abbiamo di fronte.

Alle spalle, quindi, della proposta b) vi sono: ricerche già condotte in forma mista dal settore Ricerca del Centro/Donne; seminari europei della Scuola Hannah Arendt, in particolare quelli su Ragioni ed Emozioni e su Riconoscimento e Riconoscenza; Iniziative già prese con pensatori, scienziati, religiosi, politologi, giuristi, artisti, analisti sociali, attivisti (e con "corrispondenti" figure al femminile, per dire così); collaborazioni con sedi di ricerca accademiche e private.

Soprattutto vi è la lunga prassi di "elaborazione teorica" del gruppo di lavoro aperto che "Orlando" chiama "Teorie"; gruppo che offre un'occasione strutturata di lettura/discussione, condivisa e/o conflittuale, sui nodi tematici di volta in volta pertinenti. E' il gruppo che in passato ha promosso incontri teorici e politici rimasti emblematici, come "Made in USA: Teorie del Femminismo", incontro che fornì alla città un primo confronto strutturato con donne e opere da tempo tradotte, lette e seguite nel nostro paese; o come "Molte Donne , Un Pianeta 1", che, appena finita la Guerra del Golfo, ha messo insieme per la prima volta donne di religione, pensatrici, ricercatrici sociali, figure politiche, attiviste femministe israeliane (ebree e arabe), palestinesi e italiane.

Nel primo anno di convenzione, si provvederà a realizzare il punto a); ad avviare il punto b) a partire da incontri e seminari preparatori.

Ovvio che il Centro fornirà gli ampli servizi di consulenza su cui si fonda buona parte della sua quotidianità.

I costi previsti a carico del Comune per la gestione e segreteria, per la ricerca pertinente e per le iniziative del Centro ammontano a ottanta (80) milioni di lire. Vedi Previsioni di Spesa.

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Biblioteca

Progetto di sviluppo della Biblioteca Italiana delle Donne per il triennio 2001-2003.

La trasformazione della Biblioteca del Centro di Documentazione delle Donne di Bologna in una istituzione di valenza nazionale, pur conservando il suo imprescindibile legame territoriale e locale, ha impegnato l'Associazione Orlando in un ampio lavoro di ideazione, progettazione e attuazione fin dal 1988. Gran parte di questo processo di trasformazione è stato oggi compiuto, soprattutto in termini di accrescimento patrimoniale, di visibilità nazionale e internazionale, di ampliamento della propria rete di relazioni e partnership con analoghe istituzioni in Italia e all'estero, di sviluppo del proprio bacino di utenza reale e virtuale, di consolidamento istituzionale in rapporto al Ministero dei Beni Culturali.
Tuttavia vi sono aspetti importanti di questo progetto di trasformazione che restano ancora da compiere per l'effettiva definizione di un'istituzione culturale di profilo nazionale con un solido sistema di finanziamenti e un pieno riconoscimento giuridico.
La Biblioteca Italiana delle Donne - una denominazione individuata in accordo con il Ministero dei Beni Culturali - è certamente oggi la principale istituzione bibliotecaria esistente in Italia per dimensione patrimoniale e attività, dedicata alla cultura femminile. La cultura femminile, nelle sue diverse forme e articolazioni, è divenuta sempre più un settore di grande rilevanza nel più generale panorama culturale globale: la produzione editoriale femminile sia italiana che straniera vive infatti oggi uno straordinario sviluppo quantitativo e qualitativo. Mentre crescente si è fatto l'interesse da parte di molteplici discipline per l'inclusione di tematiche che hanno come focus il genere.
Diviene quindi sempre più importante un'istituzione specificamente deputata alla raccolta, alla valorizzazione e alla circolazione di documenti e materiali che hanno come oggetto e soggetto questo ampio settore d'indagine.
Ma la Biblioteca Italiana delle Donne deve anche sapersi misurare maggiormente in futuro con le sfide di una società che si fa sempre più complessa e avere la capacità di includere nuove fasce di utenza, quali ad esempio le donne immigrate, generalmente lontane dai servizi culturali, se pure portatrici di altre culture con le quali lo scambio è necessario e stimolante.
La Biblioteca deve dunque estendere ulteriormente il suo patrimonio che già oggi è plurilinguistico e multidisciplinare, verso una più ampia articolazione capace di includere sfere linguistiche e culturali come quella arabo- islamica o slava che rappresentano certamente due delle principali aree di provenienza dell'immigrazione in Italia. Lettura e acculturazione sono un passaggio fondamentale del processo di integrazione.
La Biblioteca Italiana delle Donne deve dunque in futuro tenere insieme una sorta di doppio binario, da un lato quello di istituzione volta alla valorizzazione del patrimonio culturale delle donne italiane, delle sue radici e tradizioni più antiche così come dei suoi più attuali sviluppi, ma dall'altro deve saper intrecciare questa sua specifica fisionomia con quanto oggi altre culture e altri soggetti femminili propongono problematicamente.

Una ridefinizione dell'idea stessa di cultura, anche di quella di genere naturalmente, si impongono oggi in una realtà così profondamente e problematicamente mutata. Ed è la medesima direzione in cui operano le principali istituzioni bibliotecarie delle donne oggi in Europa.

1. Valorizzazione del patrimonio e servizi all'utenza

Patrimonio: Si prevede l'accrescimento progressivo e costante del patrimonio librario, documentario e di periodici attualmente posseduto (30.000 volumi, 350 testate di riviste) e realizzato in meno di un ventennio.
Il criterio di accrescimento tramite acquisti svilupperà ulteriormente la direzione seguita negli ultimi anni, e dunque accanto all'aggiornamento relativo alla produzione editoriale italiana e internazionale recente, verrà perseguita la ricerca mirata di opere antiche e rare attraverso il mercato librario antiquario, volto alla ricostruzione di una tradizione della cultura femminile dall'antichità ai giorni nostri.
Ciò consegue alla scelta già consolidata di configurare il nostro catalogo tra "memoria e futuro" per favorire maggiormente le richieste di un pubblico sempre più ampio e differenziato per interessi e competenze.
L'incremento naturalmente includerà il fondo speciale Biblioteca di Sofia dedicato alla letteratura per bambine e ragazze, costruito con analoghi criteri di attualità e ricostruzione della memoria. Fondo cui accedono bambini e ragazzi.
Oltre all'accrescimento per acquisto verrà perseguita l'attività di ricerca di donazioni di singole donne ed Enti che finora ha fruttato un patrimonio di oltre 2.500 volumi.

Servizi telematici: Incremento del catalogo on line sulla pagina web della Biblioteca Italiana delle Donne presente sul ServerDonne, implementazione dei links già esistenti con i maggiori cataloghi femminili presenti sulla rete a livello globale.
Realizzazione di una mappa ragionata o guida ai siti di donne on line suddivisi per tematiche e riordino delle categorie attraverso parole chiave dei siti italiani, realizzazione di uno specifico motore di ricerca.
Sviluppo della banca dati Lilith relativa al patrimonio di circa 40 centri di documentazione, archivi, biblioteche delle donne a livello nazionale attraverso l'immissione di nuovi records (attualmente 150.000) e consolidamento del progetto Lilarca per l'informatizzazione del patrimonio archivistico (soprattutto letteratura grigia).
Per quanto riguarda il catalogo della biblioteca si prevede per il triennio 2001-2003 la catalogazione completa di due importanti settori:

  1. La "Collezione Storica", che comprende circa 4.500 opere di cui molte di pregio, antiche e rare, fotografie, manifesti e letteratura grigia

  2. l'Emeroteca- la più ricca oggi esistente nel nostro paese- che consta di 350 periodici italiani e internazionali di cui 250 attivi e 100 cessati.

Si prevede inoltre l'immissione del catalogo informatizzato della biblioteca, tramite studio di apposito software, nell' Opac di Bologna e il passaggio al Sistema Bibliotecario Nazionale.
In relazione a questa nuova rete verrà attivato il prestito inter-bibliotecario a integrazione del servizio di prestito già esistente.
Si provvederà infine all'implementazione del bacino di utenza virtuale mediante ulteriore sviluppo dell'attività di reference attraverso l'e-mail.
I dati in allegato (Dossier 1) riferiti all'ultimo triennio mostrano una crescita progressiva del numero delle nostre utenti reali e virtuali, segno concreto di una forte crescita di interesse intorno alla cultura femminile e di genere, ma segno anche della capacità del servizio di rispondere a esigenze sempre più specifiche con strumenti adeguati.

2. Attività culturali e pubblicazioni

La consueta attività di promozione della lettura, tramite la presentazione di libri, incontri con autrici, seminari e convegni verrà sviluppata anche nel prossimo triennio. Verranno valorizzate le novità editoriali di qualità in differenti campi, afferenti sia alla saggistica che alla narrativa, ma soprattutto verranno scelte opere e autrici in riferimento alle proposte culturali elaborate dal "Gruppo Giovani", dal "Gruppo Poesia" e dal "Gruppo Teorie del Femminismo" facenti capo all'Associazione Orlando.
La realizzazione del Catalogo a stampa e online della Collezione Storica sarà occasione per l'organizzazione di una giornata di discussione seminariale sul tema delle fonti documentarie, archivistiche e librarie per la storia delle donne, con una sezione espositiva dedicata alle opere più interessanti della nostra collezione. Tale evento potrebbe essere prefigurato come "inaugurazione" della nuova sede della Biblioteca nel Convento di S. Cristina.
La pubblicazione del Catalogo a stampa e online dell'Emeroteca darà luogo invece a un incontro a carattere nazionale sulla cultura femminile e lo sviluppo dei movimenti delle donne attraverso i periodici italiani e stranieri.
Nel corso del triennio verranno inoltre pubblicati in volume gli atti della IV Conferenza Europea di Ricerca Femminista "Corpo, genere, soggettività. Attraverso i confini delle discipline e delle istituzioni" realizzata nel quadro di Bologna 2000 che verranno promossi attraverso una specifica iniziativa di presentazione.
Nel 2001 uscirà invece il volume pubblicato dalla case editrice Giunti, relativo alla ricerca sulla memoria di guerra delle donne kosovare, serbe e montenegrine realizzata in collaborazione con l'Istituto Universitario Europeo di Firenze e la rete Women's World , per il quale verrà organizzato un incontro di discussione.
Si prevede inoltre la realizzazione del periodico Bollettino delle Nuove Accessioni cartaceo, in versione online attraverso uno specifico progetto grafico.

3. Progetti europei e internazionali

Per il triennio in esame continueranno tutte le attività già avviate dalla Biblioteca di networking internazionale, sia sul versante delle reti della ricerca universitaria, sia su quello delle reti dell'informazione e documentazione femminile che operano a livello europeo e su scala globale. Verrà quindi riconfermata e consolidata la partecipazione alle attività di updating and maintenance della rete globale delle Biblioteche, Archivi e Centri di Documentazione in vista della IV Conferenza Mondiale che si svolgerà in un paese africano nell'agosto del 2001. In quell'occasione verrà valutata l'opportunità di organizzare a Bologna, nella nuova sede di Santa Cristina, il successivo appuntamento.
Verrà inoltre proseguita la progettazione a livello europeo di un "Thesaurus Europeo di Genere" (EWT plus) e per la costruzione di una "Biblioteca virtuale sulla gender equality" con il consorzio delle più importanti biblioteche europee delle donne come partners, (IIAV-Archivio Internazionale delle Donne di Amsterdam, Goteborg University Library, Università di Granada, Rosa Documentation Center Brussell, Amazone Brussell, National Women's Libary London, Research Institute for Gender Equality Athens, Central European University Budapest, Women's Library Saarbrucken, Biblioteca del Centro di Documentazione delle Donne di Bologna) nel quadro del 4° Programma d'azione finanziato dalla DG V dell'Unione Europea.
Dopo il successo della IV Conferenza Europea di Ricerca Femminista da noi organizzata nel quadro di Bologna 2000, il ruolo importante svolto negli scorsi anni dalla Biblioteca nel contesto europeo, si è notevolmente consolidato e accresciuto.
Nel nuovo triennio di attività verrà consolidata la partecipazione ai progetti della Rete Europea di istituzioni dedicate agli Women's studies "AOIFE" che riunisce circa cento università e centri di ricerca, attraverso seminari e riunioni transnazionali per la promozione del settore.
E per le stesse ragioni verrà ulteriormente sviluppata la partecipazione alle attività della Rete Tematica "ATHENA" per l'implementazione della ricerca e della didattica femminista in Europa, finanziata della DG XII dell'Unione Europea nel quadro del piano finanziario Socrates.
E si svolgerà come di consueto il lavoro comune con il coordinamento della rete italiana degli Women's Studies presso il Ministero delle Pari Opportunità.
Il sistema di networking internazionale della Biblioteca non si limiterà alle reti europee della ricerca e proseguirà nel lavoro iniziato nel 1997 di partnership con Women's World- associazione mondiale di scrittrici che opera contro la censura e la discriminazione verso la scrittura femminile, organizzazione no profit con sede a New York e finanziata, tra gli altri, dalla Rockfeller Foundation e dalla Ford Foundation. La Biblioteca fa parte del board ed ha la responsabilità in particolare della sezione regionale europea, con attenzione particolare ai paesi dell'est.

Tra gli esiti della sezione europea, la costruzione di un "Archivio della memoria di guerra" tramite la raccolta di storie di vita di donne serbe, montenegrine e kosovare che diventerà parte del patrimonio della nostra Biblioteca; progetto in via di realizzazione, in collaborazione con l'Istituto Universitario Europeo di Firenze, come si è detto.

I costi previsti, a carico del Comune, per acquisizioni di libri ed emeroteca, ricerca documentarista e biblioteconomica, iniziative culturali e direzione della biblioteca ammontano a centocinque (105) milioni di lire. Vedi Previsioni di Spesa.

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Sala da Tè

Rispetto al Centro di Documentazione delle Donne di Bologna la struttura informatico/telematica con la Sala da tè internet e il progetto Server Donna che la sostiene è impegnata in due ambiti di attività:

  • funzionale: trasversale a tutti i settori delle attività del Centro e della Biblioteca; il parco macchine della Biblioteca e del Centro conta ormai più di 20 PC in rete tra loro, e funzionanti in rete Internet, e tutte le attività di assistenza tecnica sono svolte interamente dal personale, specializzato e formato ad hoc, di cui un'unità a carico del Comune di Bologna

  • culturale: la tecnologia non è neutra e ancor più le nuove tecnologie della comunicazione; esse reintroducono meccanismi di esclusione e resistenza da parte delle donne che impongono un approccio, all'uso del computer, complesso e mediato; questo e un diverso modo di pensare la tecnica, in generale, fa sì che il progetto culturale informatico/telematico (avviato da diverso tempo dall'associazione Orlando) dal punto di vista di genere consista, in primis, nel mantenimento, all'interno della rete delle reti Internet, di una macchina -lo spazio virtuale del ServerDonne- che rappresenta, nella sua modalità di erogare servizi e di produrre contenuti, il simbolico di una molteplicità di soggetti femminili . Progetti culturali altrimenti invisibili, pensiamo alla pubblicazione on-line dei principali cataloghi bibliografici delle donne italiane, spezzano il processo omologante di questi nuovi strumenti di comunicazione.

I risultati

Importanti sono stati i risultati raggiunti, li citiamo in termini analitici, perché è da questi che dobbiamo partire rispetto ad una struttura che si è costituita e sviluppata nell'arco degli ultimi cinque anni:

  1. per quanto riguarda l'intera struttura informativa del ServerDonne in termini di pagine caricate (lette), nel mese di novembre 2000 quest'ultime sono state circa 75.000. Se prendiamo, poi, come riferimento lo spazio WD dedicato alla 4.a Conferenza Internazionale di Ricerca Femminista, (spazio web che l'associazione Orlando ha curato direttamente introducendo metodologie di diffusione delle comunicazioni e degli atti del convegno che hanno ridotto costi e migliorato l'organizzazione dell'iniziativa) le visite hanno raggiunto picchi giornalieri di 17.000/18.000 accessi durante la conferenza;

  2. rispetto alla Sala da tè internet a Palazzo dei Notai (punto di presenza con assistenza tecnica permanente e 10 PC disponibili gratuitamente connessi ad Internet), essa ha contato, dalla sua apertura, presenze sempre più numerose e consistenti.
    Per esemplificare, se prendiamo a riferimento il mese di giugno, possiamo constatare che nel 2000, la presenza è stata di circa 1000 donne su 6 mezze giornate di apertura mensili; nel 1999 è stato di 638 donne nello stesso periodo di riferimento; e nel giugno 1998 di 165 donne su tre mezze giornate, con un evidente crescita costante della domanda del servizio;

  3. infine,sul piano formativo i risultati sono stati i seguenti:
    - sensibilizzazione sui temi dell'accesso delle donne all'uso delle nuove tecnologie e del rapporto tra genere e informatica/telematica all'interno di programmi finanziati dall'Unione Europea come MIDAS (in collaborazione con la Società Consortile Scienter di Bologna); - alfabetizzazione informatica delle ragazze/donne della città attraverso moduli di 8 ore bimensili (a carattere gratuito). Tale attività è iniziata a novembre del '98 e, a tutt'oggi, sulla base di più di 1300 richieste pervenute, siamo riuscite ad offrire 8 moduli, l'ultimo nella primavera del 2000;
    - un corso di 700 ore concluso a maggio '99 con 18 partecipanti, avente come obiettivo la formazione di operatrici informativo/informatiche capaci di offrire competenze generali e di genere mirate ad attività ed interventi nei servizi e nei laboratori telematico/informatici;
    - un corso di 600 ore per animatrici di servizi informativo/informatici rivolti a donne in età anziana; corso finito il 30 giugno 2000 che ha riscosso un successo considerevole presso i servizi cittadini destinati alle/agli anziani;
    - il particolare riguardo a quote della cittadinanza con maggiori difficoltà ad accostarsi a detti elaboratori e reti informatico/telematiche ha condotto anche ad interventi mirati a portatrici di handicap (anno 2000).


Il futuro

Per il prossimo triennio si prevede un potenziamento ed una riprogettazione della struttura informatico/telematica secondo tre livelli di progettazione che faranno riferimento ad un insieme di diverse linee di finanziamento, in quanto il progetto che sostiene la struttura informatica e telematica, assume, per la sua complessità e rilevanza, un carattere che trascende il livello cittadino.
Questi i livelli di progettazione:
- strutturale,
- formativo,
- implementativo.

Livello Strutturale

Sulle sedi, un aggiornamento e adeguamento per combattere la "siberizzazione" (Francesco Berardi), vale a dire per contrastare l'isolamento e la disincarnazione legata alle nuove tecnologie, attraverso la costruzione di luoghi di compresenza di scambio nell'uso dei PC, nonché di concettualizzazioni e software recettivi alla gender salience.
Un Server di grosse dimensioni (cercatore/portale) che sia alla base di un vero e proprio Laboratorio informatico; un Server di medie dimensioni con un congruo numero di postazioni di lavoro e Backbone di rete opportunamente dimensionato. Tutto questo sarà oggetto di un progetto speciale, vale a dire esterno alla convenzione con il Comune.

Formativo

Diversi sono i livelli e gli ambiti. Qui si indicano alcune linee ed alcuni obiettivi dell' intervento formativo in atto e in progettazione.

  1. Combattere l'esclusione: alfabetizzazione informatica di base e per Internet; già in atto con programmi generali e altri mirati a utenze specifiche (Ragazze di Internet);

  2. Genere e istruzione universitaria: da convenirsi con il Rettorato, ma già vi sono sedi e figure di riferimento identificate. Vedi protocollo tra Ministero delle Pari opportunità e Rettori italiani (CRUI).

  3. Formazione professionale: a) programmatrici e sistemiste di genere (finanziamenti FSE e altro): si tratta di formazione di alto livello che potremmo realizzare anche in paesi terzi (vedi il lavoro già fatto in Palestina, Bosnia, Albania, Kosovo; così come oggi indicano, ex post rispetto a scelte da noi operate, le ultime proposte del Segretario dell'ONU per il XXI secolo sulla lotta all'esclusione delle donne dalle tecnologie e dal lavoro tecnologico); b) bibliotecarie e archiviste con competenze di genere: l'esperienza è già stata fatta con successo in Bologna e nel Campus di Birzeit (Palestina) nel 1994 e può essere ripetuta da settembre.

  4. Formazione a distanza: esistono già alcuni prototipi prodotti su tale terreno in via di crescita.
Implementativo

Progettazione di genere. E' l'ambito dove gli aspetti della gender salience, di fatto negati nell'hard e nel software dominanti, incrociano la tecnologia dell'informazione/comunicazione. Ciascuna delle proposte sotto indicate merita ampli sviluppi ed è volta a produrre software o, comunque, approcci geneder/sensitive.

  1. Mass-media e informazione: redazione giornalistica on-line e siti auto-gestiti; al momento pensiamo di partire con una piccola esperienza interna, una news su cui costruire, con giornaliste già disponibili a livello nazionale, un'esperienza rivolta al pubblico. Peraltro, tra i corsi che hanno utilizzato la Sala da Tè meritano segnalazione quelli legati a progetti europei voluti da giornaliste e in particolare dalle animatrici in Sicilia della rivista a diffusione "mediterranea" Scirocco.

  2. Realizzazione di un portale/cercatore di rete dal punto di vista della soggettività delle donne.
    Sviluppo di software per l'interrogazione dei cataloghi bibliografici ed archivistici.

  3. Tecnologia dell'informazione/comunicazione e portatrici di handicap (progetto in corso);

  4. Costruzione e pubblicazioni on-line di archivi documentalisti rari e specialistici (vedi materiali multimediali musicali, audiovisivi e grafici di donne).

  5. Costruzione di punti di riferimento on line e flussi informativi qualificati rivolti ad un pubblico mirato (bambini, adolescenti, giovani e non solo donne).

In questa cornice, nel futuro prossimo, s'intendono in particolare sviluppare tre aspetti, i primi due dei quali sono riferiti specificatamente alle attività da svolgersi all'interno del Centro di Documentazione delle Donne del Comune di Bologna:

La prima attività è il potenziamento dell'iniziativa che più ci sembra aver caratterizzato Bologna all'interno del più generale sviluppo italiano delle nuove tecnologie: dalla prima rete civica "iperbole" ai primi spazi gratuiti per l'uso dei computer; biblioteche pubbliche con l'uso gratuito di Internet. Di fatto "spazio pubblico per l'accesso alle nuove tecnologie" è quanto la Sala da tè ha offerto in questi anni. Inoltre, ciò che ci ha qualificato rispetto ad altre iniziative di questo genere è la mediazione all'uso delle tecnologie, attraverso la presenza di personale qualificato, in grado di rendere le donne libere di padroneggiare i nuovi strumenti.
Pensiamo pertanto di proporre per il triennio le seguenti attività:

  • apertura giornaliera della struttura (mezza giornata) per sei giorni alla settimana con presidio tecnico;

  • corsi di alfabetizzazione per le donne della città, mediante la formula della realizzazione in due fasi: preparazione teorica, comune a molte, nel salone centrale ed esercitazioni pratiche nella saletta attrezzata;

La seconda attività nella quale intendiamo impegnarci è la realizzazione di uno sportello informativo on-line che ricerchi, strutturi, aggiorni e metta a disposizione, attraverso uno spazio web apposito ("Bologna al femminile"), quelle informazioni che potrebbero aiutare le donne a vivere maggiormente la loro città.
Infatti questo è l'altro aspetto che la "Sala da Tè" ha mostrato e verificato fin dai suoi inizi: una richiesta, da parte delle donne che la frequentano, di informazioni. Informazioni sui servizi offerti dalla città, sui luoghi d'incontro, sulle iniziative che riguardano le donne; e più in generale informazioni che le riguardano rispetto a peculiari aspetti della vita della città. E' dalla relazione con quest'utenza che intendiamo partire per approfondire e realizzare questo nuovo progetto che potrebbe ampliarsi con forum e auto-promozione femminile.

La terza iniziativa riguarda l'aggiornamento e il miglioramento delle interfacce di accesso del WEB del Server Donne: intendiamo rinnovare i bottoni dei vari flussi informativi e riprogettare l'insieme dei flussi sia da un punto di vista grafico che di contenuti. Le pagine WEB del Server devono essere aggiornate ed enormi flussi documentali, con importanti contenuti dal punto di vista di genere, potrebbero essere immessi attraverso nuovi ipertesti multimediali in rete telematica. Aree informative quali: la new economy, le diverse identità di genere e di culture, le giovani generazioni e la vita associata sono ambiti attorno ai quali ruotano i nostri interessi culturali e attorno a cui intenderemmo immettere in Internet, attraverso il ServerDonne, le ricerche bibliografiche e documentali da noi prodotte e/o reperite in rete. Dobbiamo inoltre rilevare che l'espansione continua e generalizzata di Internet comporta una ridondanza di informazioni indifferenziate con il conseguente effetto di produrre rumore e non informazione; a questo si aggiunga l'incapacità degli attuali cercatori di rete di fornire filtri dotati di senso se non a costo di grossi sforzi da parte dell'utenza. Pensiamo che sia giunto il momento di costruire il primo cercatore di rete italiano che tenga conto della soggettività delle donne; mediante un robot di ricerca e dotato di filtri, parole chiave e liste terminologiche che tengano conto dei saperi e del vissuto delle donne. Troppo spesso gli attuali cercatori restituiscono, alle nostre richieste di trovare in rete documenti sensati sul gender, documenti pornografici e pubblicitari: è un esempio significativo. Per il prossimo futuro ci poniamo dunque l'obiettivo di implementare un prototipo che costituirà la base per un vero e proprio Portale di Genere.

I costi previsti a carico del Comune per la gestione della Sala da Tè, attrezzature e manuntenzione, sofware, progettazione e docenze ammontano a ottanta (80) milioni. Vedi Previsioni di spesa.

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Ricerca

La ricerca rappresenta un'attività trasversale rispetto all'insieme delle iniziative del Centro di documentazione, ricerca e iniziativa delle donne, in quanto la sua progettazione è stata fin dalle origini volta, da un lato, a sostenere le strutture stesse del Centro, dall'altro ad approfondire, attingendo alle risorse delle discipline e dei saperi, questioni emergenti nel contesto storico a noi contemporaneo. A monte, in altre parole, vi è stata una nozione e una concezione della ricerca come "servizio", nel senso che le scelte tematiche, i campi d'indagine, le modalità hanno tenuto conto dell'equilibrio necessario tra la specificità di tale attività, la libertà e lo scatto creativo che le sono proprie e i vincoli costituiti dal suo svolgersi all'interno di un luogo come il Centro delle Donne, destinato appunto al servizio nei confronti della comunità territoriale.
Essa si è andata perciò articolando lungo una serie di filoni che possono essere così riassunti:
la ricerca documentaria legata, in particolare, all'esplorazione delle differenti espressioni della soggettività femminile attraverso i secoli ed al recupero di testi e materiali per l'arricchimento del patrimonio bibliotecario o la costituzione di fondi archivistici;
le indagini sul presente volte alla raccolta di dati e di informazioni, alla documentazione di aspetti peculiari e all'approfondimento di nodi problematici che la contemporaneità, intesa come specifico tempo storico, mette a tema;
la ricerca teorico e culturale volta alla riflessione epistemologica rispetto allo statuto delle discipline e dei saperi, alla lettura a più ampio raggio dello stesso tempo presente, dei segni delle tante trasformazioni intercorse in questo passaggio di secolo, e all'avvistamento di nuovi e significativi campi d'indagine.
Il programma di lavoro che qui si presenta per il triennio 2001/2003 si colloca all'interno di questa cornice e accentua la funzione trasversale di questo settore, declinando in forme specifiche il tema generi, generazioni, genti al centro della proposta culturale dell'associazione "Orlando" per la gestione del Centro di Documentazione delle Donne del Comune di Bologna.

1. La ricerca documentaria

Strettamente connessa al programma della Biblioteca, alla valorizzazione e all'ampliamento del patrimonio librario e documentario, essa si svilupperà lungo tre direttrici:

  • lo svolgimento del progetto pluriennale sulle "Tradizioni politiche, scientifiche, artistiche, sapienziali delle donne". In specifico nel corso del prossimo triennio verranno approfondite, anche in una prospettiva legata alla pluralità delle appartenenze culturali, le forme della scrittura storica per dare conto dell'esperienza femminile. Inoltre, sulla base dei risultati di ricerca presentati nel corso del convegno I monasteri femminili come centri di cultura tra Rinascimento e Barocco, verrà avviato un filone d'indagine sulle scritture spirituali e mistiche delle donne, volto a recuperare per quanto possibile tali testi, nonché gli studi e i repertori ad essi relativi;

  • il completamento della ricognizione delle fonti documentarie, archivistiche e librarie per la storia delle donne presenti nella Collezione Storica della Biblioteca bolognese per procedere ad ulteriori acquisizioni, nel confronto, da un lato, con gli archivi e le collezioni esistenti a livello nazionale e, dall'altro, con le principali tendenze degli studi sulla storia delle donne e di genere;

  • il censimento delle più significative riviste prodotte dalle donne con la finalità di giungere ad una nuova edizione del Catalogo dei periodici posseduti dalla Biblioteca e ad un primo repertorio ragionato per quanto attiene alle tipologie e alla periodizzazione. Quest'ultima pubblicazione si avvarrà degli studi già esistenti relativi al caso italiano, per allargare lo sguardo, in una prospettiva di storia comparata, al panorama internazionale.

Verrà avviato un progetto specifico a titolo Alla ricerca delle Ottanta poetesse.
Cristina Campo aveva quasi completato una raccolta "delle più pure pagine vergate da mano femminile attraverso i tempi", "scritti rari o mai conosciuti", nuove scelte e traduzioni, della stessa Campo, di testi famosi (La Tigre Assenza, Cristina Campo, Adelphi,1991).
Il manoscritto, purtroppo, è andato perduto, ma non vorremmo perdere il suggerimento, l´attenzione e la cura per le più pure pagine scritte da donne nel corso dei secoli fino ad oggi. Esso si realizzerà attraverso il completamento della raccolta di testi poetici e critici esistenti presso la biblioteca del Centro (testi di poesia, riviste, antologie, saggi ecc.); un lavoro di ricerca sulla poesia e sul linguaggio, che ponga alcune domande: cosa può avere a che fare, la poesia, con la nascita di un soggetto femminile accanto a quello maschile? Può essa prevedere profeticamente il non ancora accaduto; può anticiparlo, con lo smascheramento della cancellazione del femminile nel linguaggio, con la ricerca di simboli che si pongano come espressione inconfondibile del corpo femminile? Qual è il percorso che si va preparando, quali i segni e i mutamenti del linguaggio poetico, in particolare delle donne?
Nel corso della sua attuazione verranno stabiliti legami con e fra donne scrittrici, prestando una particolare attenzione alla poesia del 900, il secolo che ha visto la "nascita" della soggettività femminile, soggettività che ha segnalato lo scarto e lo scacco (basti ricordare lo "scacco ragionato" di Carla Lonzi) ma anche, il secolo che più di ogni altro in Europa ha segnato lo "scatto" verso l´identità femminile. Specifica grande attenzione verrà data allo scambio, già proficuamente iniziato con autrici di paesi diversi vicini e lontani.

2. Le indagini sul presente

Questo filone si svilupperà attraverso due fuochi di indagine: il primo legato al tema dei rapporti intergenerazionali il secondo volto ad affrontare in un'ottica di genere un tema particolarmente significativo per la vita degli uomini e delle donne, vale a dire la formazione e l'informazione rispetto all'uso delle biotecnologie.

  • Tra differenti generazioni: un'interlocuzione scomoda

Questo percorso di ricerca prosegue, con significativi allargamenti ed approfondimenti, il lavoro già condotto per esplorare gli universi giovanili rispetto alle trasformazioni intervenute nelle forme della conoscenza, della costruzione e della percezione dell'identità di genere e delle relazioni tra i sessi. Sulla scorta dei risultati raggiunti e delle nuove domande che da essi emergono, la focalizzazione in questa nuova fase si sposta sul tema dell'interlocuzione tra differenti generazioni. Tale interlocuzione si presenta, oggi, particolarmente complessa in quanto sembra trarre origine da una discontinuità profonda intervenuta nella stessa esperienza storica attraversata da uomini e donne nel corso degli ultimi decenni del Novecento. Quando si è data tale frattura? Quali periodizzazioni conosce al suo interno? Quali elementi di continuità permangono? Quali sono i punti di snodo e discrimine? E' possibile rintracciare differenze, in relazione alle appartenenze di genere? Quali sono state, da questo punto di vista, le conseguenze dell'emergere in termini forti e visibili, di una nuova soggettività femminile negli ultimi trenta anni?
Queste alcune delle domande di partenza.
La ricerca coinvolgerà uomini e donne, ragazzi e ragazze appartenenti alle generazioni oggi compresenti e attive sulla scena storica, attraverso una scelta che privilegia, tra i diversi criteri possibili, quello dell'intreccio tra momento della formazione e del passaggio all'età adulta e contesto storico in cui esso si dà. Sotto tale rispetto, da un punto di vista metodologico, sembra possibile proporre, per cogliere i mutamenti più interstiziali, una scansione decennale, che a partire dalle generazioni cresciute negli anni'60 giunge fino ai primi anni del nuovo secolo, investendo così le nate e i nati negli anni'80.
Obiettivo essenziale dell'indagine è quella di acquisire elementi di conoscenza utili a stabilire scambi significativi nei diversi momenti della vita associata e a ripensare spazi d'incontro e servizi in un orizzonte capace di aprirsi e comprendere la pluralità delle esperienze in una città da tale pluralità profondamente caratterizzata.
Un aspetto specifico sarà costituito dalla comparazione e, là dove possibile, dall'intreccio con la parte del programma proposta nell'ambito del settore Presenza,in particolare in relazione al punto "Generazioni nella sfera pubblica" e alla ricerca "Vivere a Bologna da straniera" contenuta nel progetto "Tra native e migranti". Ricerca che contempla tra i suoi temi d'indagine quello dei rapporti intergenerazionali nelle famiglie migranti.
Lo scambio e l'incrocio delle prospettive e degli sguardi costituirà l'aspetto centrale anche dal punto di vista metodologico: si prevede infatti la costituzione di un gruppo di ricerca misto per genere, età, competenze disciplinari. Compito del gruppo sarà la scelta delle modalità di attuazione della ricerca, che in prima approssimazione possono essere individuate in una "rilettura", in quest'ottica degli "archivi" delle ricerche già svolte, nella realizzazione di "focus groups" e di interviste in profondità.
Si prevede una durata biennale e la realizzazione di seminari intermedi per la presentazione dei risultati del lavoro. Grande attenzione sarà riservata al coinvolgimento di enti e istituzioni cruciali rispetto allo scambio intergenerazionale, in primo luogo, la scuola e l'Università che sono già implicate nelle attività di altri settori, in primis nelle Attività di Formazione.

  • Donne, scienze, biotecnologie: formazione/informazione biologica

L' indagine nasce dalla necessità di riflettere ed analizzare le forme del discorso sulla scienza prodotto dai mezzi di comunicazione di massa e gli effetti che esso induce.
Sempre più, già lo abbiamo detto, si parla di scienza e tecnologia e, mediante nuovi strumenti di comunicazione, si costruisce un " senso comune" che alimenta ed amplifica una visione spesso dogmatica delle capacità d'innovazione delle stesse scienze e tecnologie.
La tecnologia viaggia a velocità altissime, creando un divario sempre maggiore con la capacità ed i tempi di comprensione e di elaborazione. Essa richiede energie sempre maggiori, costi elevatissimi, consensi sempre più ampi. Ora, per avere un consenso più ampio possibile, occorre che l'informazione corra sempre più su un crinale che attraversi i luoghi della verità e della finzione, in modo tale da stimolare non tanto la componente razionale che è in noi quanto gli aspetti emotivi, desideri e paure, immaginari individuali e collettivi.
In tale situazione, sembra necessaria la ricerca di parole e azioni che tengano conto della riflessione condotta, in questi anni, da molte donne sulla scienza e i suoi limiti, nonché delle domande di senso che ne sono scaturite sui confini tra natura e artificio, confini continuamente sfondati e ricostruiti dalle nuove tecnologie informatiche e biologiche.
Riferendoci in particolare a quest'ultimo aspetto, negli anni '90 abbiamo assistito ad un processo di "genetizzazione" della società per cui dei viventi si parla solo in termini di geni. Ciò tende a costruire identità i cui confini naturali, artificiali, culturali si fanno sempre più sbiaditi; identità private che si fanno sempre più pubbliche, ecc.. Nel bene e nel male, c'è comunque un fascino esercitato da queste biotecnologie che, lette nel linguaggio della promessa, si traducono nella speranza di accresciute possibilità di sfondare i confini di vita e morte, le barriere biologiche, i limiti spazio/temporali. Queste possibilità aggiunte alle tecniche di visualizzazione, le cosidette "protesi ottiche", modificano la percezione di sè, del proprio corpo, della realtà e contribuiscono a creare un immaginario di paura, ma anche di potere, che appartiene profondamente alla storia degli uomini e da cui le donne sono state storicamente allontanate, se non escluse.
E, se è vero che il gene, secondo il biologismo che l'intende come forza deterministica, rafforza e al tempo stesso annulla una concezione che dia il primato alla responsabilità individuale - e così tende a esimere stato e società e finanche il singolo individuo da qualsiasi tipo di responsabilità -, è anche vero che mai come ora le politiche di riorganizzazione sociale pongono l'enfasi sul ruolo della scelta e della responsabilità individuale.
La nostra possibilità di autodeterminazione di donne e uomini deve fare i conti con tali ambiguità.
Obiettivo dell'indagine diventa allora la decostruzione del "discorso scientifico", per giungere ad un "consenso informato", che appare a molti la chiave attraverso cui la società e i soggetti rientrano nel contesto delle decisioni, ossia nella scelta le scelte. Il processo di costruzione del consenso informato permette di riportare la scienza a quel portato parziale, non necessitante bensì storico, che rende esplicite le scelte e le soggettività in campo.
Il percorso d'indagine si svolgerà attraverso l'analisi della costruzione del discorso scientifico all'interno di diverse tipologie di testi destinati ad un largo pubblico: dai libri scolastici, alla divulgazione giornalistica, ai testi cinematografici e alle diverse forme di espressione artistica. Su detti temi si svolgerà un ciclo di iniziative pubbliche e vi sarà occasione allargata per l'approfondimento degli orizzonti culturali che essi implicano, unitamente ad un'iniziativa di formazione rivolta a insegnanti e a operatori/trici dei mezzi di comunicazione di massa.

3. La ricerca teorica e culturale

Al centro di questo filone è la ricerca pluriennale su Prassi inventive e creative delle donne nella cultura e nella politica volta a comprendere spostamenti, innovazioni, mancanze e scacchi prodotti dalle donne nelle stesse nozioni di cultura e di politica.
Punto focale dell'attività, prevista per il prossimo triennio, sarà il tema della creatività femminile nelle diverse forme artistiche e culturali, là dove come è stato esplicitato nella Premessa al Progetto, si fa riferimento ad una nozione di cultura che ha che fare con la vita e le condizioni stesse dell'esistenza, delle pratiche civiche e sociali.
E' stata Genevieve Fraisse, storica e filosofa tra le più importanti del femminismo francese, a utilizzare la nozione di "ostacolo epistemologico" - derivata da Gaston Bachelard -, per significare la difficoltà che incontra ad affermarsi il pensiero, la concettualizzazione originale delle donne. Questa ricerca vuole esaminare in positivo le "dottrine", i punti di svolta e di invenzione, che hanno segnato negli ultimi trenta anni e segnano oggi, in particolare in Italia, il pensiero prodotto da donne e gruppi di donne. Un rilievo particolare vi avrà il punto di vista delle generazioni più giovani, che affiancheranno, intersecheranno e raddoppieranno, con un proprio gruppo di lavoro, il gruppo di ricerca che prevede la presenza di un consistente numero di studiose operanti in una pluralità di ambiti disciplinari. Poiché il campo è vastissimo, la ricerca è rivolta a figure, momenti, orientamenti e tematiche cruciali. Essa prevede come punto di partenza una ricostruzione personale, documentata ed elaborata sulle basi dell'esperienza e delle competenze di ciascuna ricercatrice, che metta al proprio centro l'individuazione di quelle figure, momenti, orientamenti e tematiche che hanno avuto effetti ed efficacia sul suo stesso pensiero, sulla sua pratica culturale, professionale, politica. Ciò fornirà non solo un primo terreno di confronto, ma le piste d'attenzione e insistenza più rilevanti. Basti dire, in questa traccia, che ciò che si viene cercando è come la "differenza tra i sessi" e "le molteplici differenze tra le singole" si siano di fatto rappresentate,e oggi di fatto si rappresentino, per "sottrarsi al dominio di identità che ne ostacolano il simbolico e la cittadinanza" (Roberto Dionigi) e per affermarsi nella loro originalità ed "utilità". Tutto ciò per proseguire in una riflessione che fa i conti con la difficoltà del pensiero e della libertà femminili e con una volontà che ne valorizza gli esiti propositivi e innovativi.

A questo percorso si accompagneranno i "case studies" che presentiamo qui di seguito.

  • Le donne in Bologna città europea della cultura

L'esperienza condotta dalle donne nell'ambito di Bologna/2000 rappresenterà un significativo studio di caso comparato, qualora se ne verifichino le condizioni, con quanto è stato prodotto e reso visibile dalle donne nelle altre città elette come città culturali d'Europa in anni recenti. La complessità dell'esperienza permette, infatti, di condurre una ricognizione ed una riflessione, a partire dai soggetti e dagli istituti che ne sono stati protagonisti, sulla fisionomia di una cultura differente di donne che ricopre una davvero larga gamma espressiva.
Tale ricognizione sarà condotta sui 56 progetti presentati e non solo sui 30 approvati; e coinvolgerà anche la presenza e il ruolo di quelle donne che abbiano voluto proporre uno sguardo di genere all'interno di altri progetti non classificati come femminili.
L'obiettivo della ricerca non è solo quello di realizzare un'importante ricognizione, di dare spessore documentario e costruire memoria di quanto si è prodotto, ma la sua finalità è anche quella di dare continuità, mantenere aperto uno spazio per rendere visibile la creatività femminile in città.
Da questo punto di vista l'indagine sarà accompagnata da progettualità specifiche: pensiamo a titolo esemplificativo, al dare seguito al festival "Donne di musica"; all'intreccio con quanto già indicato sulle tradizioni femminili; al sostegno nei confronti dell'invenzione di nuove forme di linguaggi e delle loro contaminazioni.

  • Arte, genere e nuovi media

Il progetto, elaborato da un gruppo di giovani socie di "Orlando", rappresenta un secondo caso di studio particolarmente rilevante in sé e per proporre il punto di vista di donne più giovani.
Esso nasce dalla volontà di dare voce al crescente interesse rispetto alla creatività di genere che si riscontra oggi sia in ambito intellettuale e accademico, che mediatico/comunicativo/artistico. L'urgenza di elaborazione parte dalla constatazione di una duplice mancanza: mancanza da una parte, nel panorama dell'editoria italiana, di un lavoro che colga la grande vivacità del contemporaneo su dette tematiche; mancanza dall'altra, all'interno dell'elaborazione femminista italiana, di una riflessione sistematica sulle implicazioni di genere nei processi artistici legati alle nuove tecnologie di comunicazione.
Nella società contemporanea si assiste ad una progressiva e rapida trasformazione degli immaginari dovuta all'evolversi delle nuove tecnologie e alla loro pervasività.
In tale processo il genere, tra altre istanze, ha subito uno svuotamento di senso e sta assumendo significati sempre più complessi e sfuggenti che comprendono rinnovate forme di discriminazione e sessismo, ma anche ri/connotazioni positive e liberatorie dei soggetti sessuati. Negli anni '80 e '90, in particolare, il discorso sul genere e sull'arte, esauritasi la fase più prettamente rivendicativa degli anni '70 volta al riconoscimento del valore delle creazioni dell'altra metà dell'arte, s'è aperto ad un confronto serrato col paesaggio della comunicazione e con la riflessione sull'identità, traducendosi in una nuova considerazione delle differenze. Il postmoderno segna un'incrinatura dell'idea dell'artista come genio creatore: gli anni Ottanta e Novanta rinnovano l'interesse per la microstoria, il corpo diventa luogo centrale della differenza non più solo biologica, ma intesa quale incarnazione delle differenze specifiche individuali dei soggetti. La "responsabilità" e "posizionalità" di Rosi Braidotti, "il sapere situato" di Donna Haraway riprendono in modo specifico la riflessione femminista del "partire da sé". Ma prezioso, in questo percorso di ricerca, può risultare il lungo lavoro di elaborazione svolto da una Teresa de Lauretis, tanto per continuare a nominare figure che non sono solo teoriche di fama, ma socie di "Orlando" nel mondo. Questa riflessione, che coinvolge allo stesso tempo artiste ed artisti, è segnale di una più generale convergenza tra tendenze teoriche, pratiche artistiche, tecnologie della comunicazione che è quanto si vuole indagare.

Il progetto qui proposto è un percorso di ricerca su specifiche tematiche nell'ambito dei rapporti tra genere arte e comunicazione. A tale scopo l' indagine prenderà in considerazione le espressioni artistiche più significative e di rottura di questi ultimi due decenni, in particolare i media elettronici come audio/video, CD Rom, Web site, Internet, performance/installazioni che mettono al centro della loro prassi artistico/teorica le relazioni e le sinergie creative prodotte nell'ambito del ripensamento delle categorie "identità", "corpo" e "genere". In tale indagine risulta cruciale affrontare la questione aperta del come e se oggi si possa pensare un'arte femminista.
Il lavoro si svolgerà nell'arco di due anni, sarà articolato e prevede: una fase di ricerca e mappatura del panorama artistico più recente sulle tematiche in questione; il coinvolgimento di artiste/i e teoriche/i; interviste ad artiste/i e a teoriche/i ed a operatrici/tori nell'ambito dei new media. I suoi risultati confluiranno in una pubblicazione e nella realizzazione di una sezione iconografica.

I costi di ricerca, pari a venti (20) milioni, sono già computati all'interno di Centro e Biblioteca.

Per il settore ricerca altre fonti di finanziamento sono costituite dalla Convenzione con la Regione Emilia Romagna e dalla presentazione di progetti al Ministero dei Beni culturali e all'Unione Europea.

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Presenza - Scuola di Politica "Hannah Arendt"

1. Presenza civica - Scuola di Politica "Hannah Arendt"

Premessa

Promuovere sfera pubblica femminile, favorire, dal peculiare punto di vista femminile, confronto e iniziativa tra donne e tra donne e uomini in ordine ai temi della vita associata; creare, da donne, uno spazio aperto per lo scambio di idee e per l'azione è da sempre centrale nella riflessione e nell'attività di "Orlando" e di altre presso il Centro.
La questione della presenza femminile nella sfera pubblica non si può ridurre in termini semplici, come s'evince dalla Premessa al Progetto, cui rimandiamo per l'orizzonte teorico. Da un lato si tratta di dare risposta, in termini concettuali e d'iniziativa, ad una sottorappresentazione femminile a livello istituzionale, sia nelle assemblee elettive che nei governi che nei cosiddetti "organismi intermedi" di carattere professionale e sociale (per esempio, istituti bancari, consorzi, sindacati). E' problema che in Italia assume tratti particolarmente seri: si pensi che, in controtendenza rispetto agli altri paesi europei, il numero delle donne elette è andato costantemente decrescendo, fino all'attuale 7,7% delle elezioni amministrative che dà all'Italia il non onorevole ultimo posto tra i 15. Un solo esempio a riprova: la percentuale delle elette nel parlamento nazionale spagnolo è passata al 28,3% anche grazie ad un preciso impegno in questo senso di tutti i partiti.
La nostra città non fa eccezione: la rappresentanza femminile è ben al di sotto di quel 30% che, nella relazione della Commissione Europea al Consiglio d'Europa (7 marzo 2000), è ricordata come "massa critica" perché la presenza femminile nelle istituzioni politiche possa produrre effetti percepibili. È infatti nozione acquisita, dall'esperienza dei paesi e dei settori in cui la rappresentanza femminile è da tempo consistente, che la presenza di donne nella sfera pubblica modifica temi e modi dell'azione, sia nella presa di decisione che nella dirigenza e direzione. Nella politica ciò si è verificato nei paesi scandinavi; a livello settoriale ricordiamo l'ampia analisi condotta sulla sanità pubblica in Ancona e nelle Marche. Per citare dalla sintesi della medesima relazione: "una partecipazione equilibrata dal punto di vista dei sessi al livello decisionale, si tratti della sfera pubblica o di quella privata, rappresenta tanto un guadagno quanto un dovere per la democrazia: un dovere dal momento che le donne hanno diritto a essere meglio rappresentate nei processi decisionali, ma anche un guadagno, perché i valori e i concetti a volte differenti arricchiscono il dibattito delle idee".
Tuttavia, come associazione di donne, non possiamo non vedere la dimensione "quantitativa" del problema che in stretta connessione con una più ampia dimensione "qualitativa", attinente al senso e alla peculiarità della presenza femminile nella sfera pubblica. Sulla questione del senso, e per dare visibilità e forza alle elaborazioni teoriche innovative e alle esperienze efficaci delle donne, l'Associazione "Orlando" ha istituito con contributo della Commissione Europea una Scuola di politica intitolata ad Hannah Arendt, che ha affrontato con autorevoli interlocutrici e interlocutori italiani ed europei questioni che stanno alle fondamenta stesse della vita associativa (cfr. Dossier 1). Un'esperienza di riconosciuto valore - l'Associazione è stata invitata a discutere la nozione stessa di "buone pratiche" nella conferenza dei progetti finanziati del Quarto Programma d'Azione per le Pari opportunità (1998) - di cui vorremmo fare partecipi le donne e gli uomini di Bologna.
Anche nella nostra città, infatti, è visibile lo scarto tra rappresentanza politica femminile e visibilità di concezioni e pratiche di donne, da un lato, e ricca tradizione di partecipazione alla vita pubblica da parte delle donne stesse, che si esprime, tra l'altro, in un associazionismo femminile particolarmente vitale e diversificato in comparazione ad altre città italiane. È uno scarto che dalla Conferenza di Pechino (1995) in poi viene sempre più percepito non tanto e non solo come "deficit di democrazia", ma come autentica perdita in idee, innovazioni, risorse. Si tratta di questioni "trasversali" che hanno a che fare con una riforma profonda della sfera pubblica e toccano le donne delle più diverse tradizioni politiche e culturali.
Due punti specifici vanno ricordati a proposito. Il primo riguarda la crescita dell'astensionismo femminile, segnalata con preoccupazione dalla Commissione Nazionale per le Pari opportunità: il 45,9% delle donne, contro il 22,9% degli uomini si sono astenute nelle elezioni politiche del 1996 (dati Censis). L'altro, il difficile rapporto tra i giovani, donne e uomini, e la politica, fino ad una profonda e voluta ignoranza. Sintomi entrambi di un malessere profondo che ci preoccupa. Della trasmissione dell'esperienza storica da una generazione all'altra il Centro/Donne si è preoccupato da tempo e ha promosso iniziative di ricerca (la ricerca sulle Gender transformations), di confronto intergenerazionale (il corso internazionale per giovani donne della "Scuola di Politica Hannah Arendt)", di formazione (i corsi di formazione per giovani donne) documentate nel Dossier 1 allegato.

Obiettivo

Una lavoro trasversale di ascolto, raccordo, discussione tra le singole, i gruppi e le associazioni di donne che vivono a Bologna per delineare un profilo della città che vorremmo. Da principio si intende mettere a punto un catalogo dei temi e problemi di comune interesse per le donne della città, per addivenire poi, circa modalità e forme di approccio e soluzione, ad una con-venzione (convention) tra donne che si riconoscono in differenti tradizioni e posizioni culturali e politiche.
Come azione mirata alle giovani, nel lavoro di ascolto e raccordo sono previsti incontri seminariali, dal titolo "Generazioni di donne nella sfera pubblica". Essi vogliono costituire uno spazio a disposizione delle giovani, che spesso mancano di luoghi di aggregazione e confronto sui temi culturali e politici in cui possa avere voce una specifica prospettiva di genere. Attraverso i seminari si vuole consentire alle giovani donne di leggere la propria esperienza di giovani "qui ed ora" (a Bologna nel 2001 e oltre) in un confronto con la tradizione politica delle donne, con i classici del pensiero politico, e con l'esperienza di donne di altre generazioni.

Metodologia

In una prima fase istruttoria si individueranno, attraverso incontri pubblici e con le singole associazioni, le grandi aree tematiche e problematiche di comune interesse per quanto riguarda la città. In essa si censiranno e valuteranno le modalità d'azione già sperimentate in altre situazioni, dalla Conferenza delle Donne della città di Barcellona, che dopo un lavoro preparatorio di due anni, ha prodotto una Proposta di donne per la città, al Referendum Nazionale delle Donne Austriache, che attraverso un lavoro di mobilitazione di tutte le organizzazioni femminili del paese, ho portato a una sorta di Carta comune con i punti ineliminabili da qualunque programma politico e sottoscritta dalle forze politiche.
In una seconda fase si vorrebbe arrivare ad una sorta di conferenza cittadina, capace di produrre il profilo della città vista dalle donne.
Sin dall'inizio e per tutta la durata del progetto si condurranno incontri con le giovani.
Nell'attuare il progetto "Orlando" intende lavorare in collaborazione, a livello locale, con la Commissione delle Elette e, a livello nazionale, con la Commissione Nazionale per le Pari Opportunità.

Per la parte istruttoria, l'Associazione può contare sul Data Base detto "Catalogo informatico delle buone pratiche" predisposto sulla pagina WEB di "Orlando" con il contributo dell'Unione Europea, sulla documentazione libraria e il materiale grigio della Biblioteca (cfr. Progetto Biblioteca), sulle reti e connessioni nazionali, incluse la sezione italiana della European Women's Lobby e le reti di giovani donne, sulle reti europee di partenariato nel "Decision making" (cfr. il sito della Direzione Generale per gli Affari Sociali dell'Unione Europea) internazionali.

Iniziative

1. Per un catalogo di temi di comune interesse
  • incontri con singole donne e associazioni autonome di donne, donne nei partiti, nelle associazioni di categoria, nei sindacati, nelle istituzioni culturali, nella politica:

  • serie di 6 incontri pubblici (conferenze, tavole rotonde, contradditori) in cui "Orlando" intervista donne e uomini su temi specifici individuati negli incontri precedenti preparatori;

  • una conferenza cittadina.

E' all'interno di "un catalogo di temi di comune interesse" che si potranno collocare le riflessioni e gli interventi mirati a quell'intersecarsi possibile tra solitudine, povertà, marginalità di cui si è detto nel Progetto.

2. Generazioni di donne nella sfera pubblica
  • Tre cicli seminariali (uno all'anno) rivolti alle giovani su temi fondanti la teoria politica e l'azione nella sfera pubblica. Secondo il modello sperimentato con successo nel seminario europeo già citato, i seminari saranno luogo di confronto tra generazioni - più che di trasmissione di saperi in senso tradizionale - e tra donne giovani; saranno indirizzati a figure assai diverse non solo per orientamento politico-culturale e provenienza geografica, ma anche per condizioni di vita e per gruppi sociali; vi avranno accesso libero tutte coloro che siano interessate.

Su tale progetto "Orlando" intende chiedere un finanziamento europeo nell'ambito del Quinto Programma d'Azione Comunitaria per le Pari Opportunità tra Donne e Uomini.

2. Native e migranti

Premessa

Parlare di donne a Bologna non può non tenere conto della presenza crescente di donne migranti, donne assai diverse tra loro non solo per la provenienza geopolitica e il retroterra culturale, ma anche per le scelte individuali e i percorsi di vita che le hanno condotte all'emigrazione. È una presenza che si riflette nella nostra stessa associazione, a cui sempre più frequentemente si avvicinano, come associate o come interlocutrici, donne di altre provenienze.
L'emigrazione femminile, anche nella nostra città, ha caratteristiche specifiche nel più vasto fenomeno dell'immigrazione in generale; caratteristiche che l'attenzione prevalentemente accordata da decisori politici, media e opinione pubblica ad aspetti come il lavoro o la criminalità tende a nascondere. Per quanto riguarda poi l'Italia e Bologna, essa presenta tratti peculiari anche rispetto ad altri paesi europei: l'immigrazione nel nostro paese è stata all'inizio soprattutto immigrazione di donne sole, assorbite in compiti di cura alla persona. Un processo tanto discreto, seppure notevole in termini numerici, che ha indotto talune osservatrici ed osservatori a parlare di "immigrazione invisibile". Nei 15 anni che sono trascorsi da quando l'espressione è stata coniata, il quadro dell'immigrazione in generale, e di quella femminile in specifico, è mutato: basti ricordare l'effetto della legge sul ricongiungimento familiare o il drammatico incremento di donne coinvolte nel mercato della prostituzione. Eppure l'immigrazione femminile resta ancora in certa misura invisibile: al convegno internazionale Migrazioni: scenari per il XXI secolo del luglio di quest'anno, uno studioso italiano ancora descriveva l'immigrato tipo come "uomo sui trent'anni", contraddicendo i dati da lui stesso citati.
Le donne immigrate per prime hanno reagito e reagiscono ad una rappresentazione di loro che ne cancella individualità e diversità incasellandole tutte in quattro sole possibili figure: a) prostituta vittima della tratta; b) reclusa nella famiglia quale appendice dell'emigrato uomo; c) silenziosa e preziosa accudente di anziani e bambini nella famiglia italiana; d) profuga. Bologna registra una vivace presenza di forme associative autonome di donne migranti. Esse da un lato sono il segno di una presenza consolidata di straniere che vivono in città da molti anni, dall'altra rispondono a bisogni nuovi ed emergenti di valorizzazione di sé e di una auto-rappresentazione, che sfugga così alle identità attribuite loro dall'esterno. Rappresentano, inoltre, una continuazione più auto/consapevole e istituzionale di quelle reti parentali e amicali di solidarietà, che Luciana Pepa ha descritto per le donne marocchine di Bologna.
Il Centro/Donne ha iniziato una riflessione e un'interlocuzione su vari temi dell'immigrazione femminile in generale e sui temi della convivenza delle diversità. Nel periodo coperto dalla precedente convenzione, la "Scuola di Politica Hannah Arendt" ha tenuto come uno dei propri Leitmotiv il tema del posizionamento delle donne straniere e delle native lungo gli assi intersecantisi del sesso, dell'appartenenza etnico-culturale, della classe. Tema che è stato espressamente trattato nel seminario europeo condotto in collaborazione con il Comune di Derby (Regno Unito), in cui si è intrecciato con una valutazione/comparazione delle politiche messe in atto dalle amministrazioni locali per favorire l'inclusione dei gruppi di donne svantaggiati nei processi decisionali (Vedi Dossier 1). Il Centro/Donne ha inoltre partecipato a numerose iniziative di studio e ad azioni sul tema della prostituzione, della tratta degli essi umani e ha rapporti di collaborazione e di partenariato con associazioni che hanno realizzato esperienze esemplari nei rapporti tra migranti e native in Italia e in Europa, quali "Almaterra" di Torino.
Da parte sua, l'Associazione "Orlando" è componente dall'anno di nascita (1998) del "Comitato di coordinamento delle azioni di Governo contro la tratta di donne e minori al fine di sfruttamento sessuale". Del Comitato, coordinato dal Ministero per le Pari Opportunità, fanno parte oltre a rappresentanti di volontariato, il Dipartimento degli Affari Sociali, il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero di Giustizia, il Ministero degli Interni. Principale compito del Comitato è quello di monitorare l'applicazione e gli effetti dell'Art. 18 T.U. della Legge sull'Immigrazione. A livello cittadino "Orlando" partecipa dalla sua fondazione al Tavolo delle donne contro la violenza e per la sicurezza della città, di cui fanno parte associazioni femminili bolognesi, gruppi, singole e che ha l'obiettivo di ideare e attuare campagne culturali di sensibilizzazione contro la violenza alle donne, il traffico della prostituzione ecc..
Soprattutto, si intende portare a livello cittadino l'enorme esperienza in aree di conflitto maturata dal Settore Scambi Internazionali del Centro, attraverso il lavoro di cooperazione nell'area dei Balcani e del Mediterraneo. Il lavoro di "ponte" tra donne di gruppi etnici in conflitto, di ricostruzione di una "dignità femminile", di formazione all'impresa ci ha dato una competenza che riteniamo utile con le migranti ed anche con italiane e bolognesi.

Obiettivo

Il progetto aspira ad aprire, attorno a tematiche culturali condivise e/o relative alle condizioni di vita, uno spazio d'iniziativa e incontro tra native e migranti e tra le donne migranti stesse.
Coerentemente alla nozione di cultura e di libertà femminile delineata nella Premessa, il progetto mira a creare le condizioni perché sia possibile un lavoro di connessione che metta in grado ciascuna di aprirsi alle altre senza abdicare alle proprie identità. Uno spazio, quindi, in cui non sia in primo piano tanto la valorizzazione di quella che ciascuna riconosce come la propria cultura, quanto l'attenzione al nuovo che la convivenza di tante e diverse culture, stratificate a loro volta al loro interno, sta producendo e produrrà.
L'incontro non potrà, per nostra esperienza, prescindere dalle diverse e varie condizioni giuridiche e di vita individuale: si pensi allo spartiacque creato dallo stato giuridico di "cittadino" e non "cittadino" per quanto pertiene modi e possibilità di partecipazione alla vita pubblica. Si pensi inoltre al diverso agio di vita tra donne per le quali l'emigrazione è stata scelta personale, talvolta addirittura di libertà, donne cui è stata imposta, donne che l'hanno subita perché profughe, donne che ne sono vittime, come nella tratta.
Conoscenza e visibilità della realtà dell'immigrazione femminile dovranno perciò andare di pari passo con iniziative di collaborazione e di connessione.

Metodologia

In una prima fase, il progetto si concentrerà principalmente, anche se non esclusivamente, su donne provenienti da luoghi in cui "Orlando" è presente da tempo per rapporti propri o di rete: Bosnia, Kosovo, Serbia, Albania, Algeria, Israele, Palestina e simili.
Successivamente le modalità di lavoro sperimentate e messe a punto nella prima fase saranno estese ed adattate a donne - singole, gruppi e associazioni - di altra provenienza.

Iniziative.
  1. Ricerca, ripresa, mantenimento dei rapporti delle donne dell'area Balcanica e del Nordafrica con le famiglie attraverso l'uso di Internet:

    1. apertura di corsi di alfabetizzazione informatica mirati alle donne migranti (a Tuzla, in Bosnia, e a Pristina, in Kosovo, "Orlando" ha attivato Sale da Tè Internet, con contributi del Comune di Bologna e della Missione Arcobaleno, fondi privati);

    2. adattamento della pagina WEB (traduzione, creazione di link ecc.) alla nuova utenza;

    3. per le donne dei Balcani, utilizzo dei canali di informazione televisiva, radiofonica e stampa attivati in Kosovo, con la collaborazione di "Orlando" (finanziamento UNIFEM). L'iniziativa è collegata al Progetto informatico.

  2. "Vivere a Bologna da straniera": ricerca sulle condizioni di vita, potenzialità e aspirazioni delle donne migranti. La ricerca intende essere strumento sia conoscitivo che di attivazione di connessioni con e tra le migranti. Essa si articolerà attorno alle tematiche:

    • condizioni lavorative, aspirazioni professionali, costruzione di carriere

    • posizione e ruolo delle donne nella auto- ed etero-identificazione delle comunità "etniche", rispetto al contesto italiano e ad altre "comunità",

    • rapporti intergenerazionali nelle famiglie migranti,

    • diritti sociali, diritti civili e diritti politici delle donne migranti,

    • tratta, prostituzione.

La ricerca si concluderà con un seminario nazionale di presentazione dei risultati e di confronto tra esperienze in ambito locale.

L'iniziativa è collegata alla Biblioteca e al progetto di creazione di una "sezione internazionale", alla Scuola di Politica e al "Progetto internazionale". In particolare un progetto Leonardo sarà costruito con amiche tedesche, le cui competenze in materia di formazione ed immigrazione sono solidissime. Su parti di questo progetto l'associazione intende presentare richieste di finanziamento europeo nell'ambito dei Programmi della Direzione Generale per gli Affari sociali (V Programma d'Azione per le Pari Opportunità, Equal, programmi per la lotta al razzismo e alla xenofobia) e della Direzione Generale per l'Educazione e i Giovani (Leonardo).

I costi previsti a carico del Comune ammontano a quindici (15) milioni di lire. Vedi Previsioni di Spesa.

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Attività di formazione

Come s'è visto nelle pagine precedenti, l'attività di trasmissione dei saperi e del know how femminili è pervasiva delle diverse strutture e settori del Centro/Donne. Qui si dà pertanto maggiore attenzione alla formazione in senso più specifico.
Non vogliamo, tuttavia, trascurare di sottolineare alcuni aspetti della filosofia che regge il settore. Di fatto, un taglio peculiare può coniugare, a nostro parere, aspetti legati a nuove professionalità che interessino le donne e aspetti legati alla coesione sociale, a quella femminile capacità di "fare società" di cui il Progetto parla a più riprese. Ciò vale in particolare per la propensione a professioni legate alla cura, alla comunicazione, alla creatività che si rileva attraverso fonti molteplici e che abbiamo visto sovente occultata da più tradizionali fissazioni dei ruoli sessuali.
Aggiungiamo che l'interesse del settore travalica l'impegno in una progettualità mirata alla pura e semplice organizzazione di corsi di formazione, per rivolgersi all'individuazione di criteri e opzioni che contribuiscano, in raccordo con le istituzioni preposte - Regione Emilia Romagna, Ministero del Lavoro, ecc. -, a modificare l'impostazione stessa dell'offerta di formazione rivolta alle donne; cioè a modificare il sistema degli enti riconosciuti come idonei a intraprendere azioni formative mediante canali e procedure d'accreditamento rinnovati ed una rinnovata formulazione dei bandi pubblici mirati alle azioni formative. Pensiamo ad una più precisa identificazione delle variabili che fanno la differenza in materia di differenza tra i sessi sul lavoro e ad una esplicitata valutazione degli impatti reali sul mercato della formazione e del lavoro delle politiche di formazione praticate.
Di passaggio diciamo che proprio nello scorcio dell'anno passato "Orlando" ha intrapreso la strada dell'accreditamento della propria Attività formativa e dello staff che se ne fa carico presso la Regione.
Viene qui a proposito un'informazione circa il gruppo Progettazione dell'Associazione. Come il gruppo Teorie cura la produzione di pensiero trasversalmente ad ogni ambito di attività, il gruppo Progettazione ha la funzione di individuare le linee di finanziamento presso i numerosi enti pubblici e privati più volte richiamati nel Progetto/Programma per quegli stessi ambiti; provvede poi a cercare bandi e concorsi pertinenti alle iniziative proprie di "Orlando"; cura l'elaborazione e stesura dei progetti stessi da sottoporre agli enti finanziatori.

Nel corso del triennio 2001/2003 si prevede di dare ulteriore impulso a questo settore con particolare riferimento alle iniziative che riguardano la comunicazione intergenerazionale, l'alfabetizzazione informatica, le esperienze di ricerca/ formazione.
Le iniziative previste al suo interno si connettono fortemente a tutte le strutture e le articolazioni settoriali del Centro di documentazione, ricerca ed iniziativa delle donne. Molti dei singoli progetti contenuti nel programma complessivo prevedono, infatti, iniziative di formazione. Si vedano, ad esempio le schede progettuali Presenza e Scuola di Politica, le attività della Sala da Tè, le ricadute in termini di elaborazione di proposte formative che vengono dal piano di lavoro della Ricerca.
Le attività formative, che qui vengono prefigurate, si muovono sullo sfondo dell'introduzione di un'ottica di genere - sia dal punto di vista teorico/concettuale, che da quello delle pratiche formative - nei profili educativi e professionali e nei modelli di organizzazione e divisione del lavoro. Si tratta di un'attività molteplice, nel senso che contempla più piani di intervento: l'elaborazione e la progettazione, l'individuazione di percorsi formativi brevi e di azioni mirate, la realizzazione di corsi di formazione professionale sia nell'ambito della formazione superiore che in quello della formazione continua.
A questo si aggiunge l'intenzione di avviare momenti di confronto e di scambio rispetto ai curricoli gender sensitive, che si stanno elaborando nei processi in corso di riforma della scuola e dell'Università.

Il progetto si divide in due parti: la prima, legata alla congiuntura, contempla la realizzazione di obiettivi a medio termine; la seconda, di carattere strategico, è volta ad individuare le grandi opzioni e aree di intervento dei prossimi anni, ma già dal prossimo anno comincia a progettare e definire la fisionomia del settore.
Obiettivi a medio termine sono:

  1. Consolidamento del settore attraverso: a) la definizione di procedure e di strumenti di valutazione atti a monitorarne il funzionamento complessivo; b) la predisposizione di strumenti idonei per il monitoraggio a la valutazione della singola azione formativa; c) l'avvio e il completamento della pratica relativa all'accreditamento previsto dalle normative vigenti.

  2. Realizzazione di un primo censimento di percorsi formativi rivolti alle donne in modo da costituire un sorta di archivio di riferimento.

  3. Avvio di uno studio di fattibilità per la valutazione dell'impatto di genere delle politiche del lavoro e dei modelli di organizzazione del lavoro in riferimento ai mutamenti in atto e alle forme di flessibilità del lavoro stesso. Tale studio dovrebbe avvalersi di analisi di casi specifici.

Dal punto di vista strategico l'attività di formazione si indirizzerà lungo alcuni assi che distinguiamo per chiarezza di analisi ma che in realtà si rimandano l'uno all'altro:

  • le nuove tecnologie, attraverso un piano complesso teso a superare le diverse forme di gap che coinvolgono le donne e che si snoda dai corsi di alfabetizzazione informatica, alla formazione di genere, all'empowerment delle donne che sono collocate o desiderino collocarsi in tale settore del mercato del lavoro;

  • i servizi alle persone, e tutto l'ambito legato alla cura, attraverso l'individuazione di profili innovativi che valorizzino, da un lato, i saperi accumulati dalle donne e, dall'altro, li mettano in relazione con le trasformazioni intervenute nel contesto storico, sociale e culturale complessivo. Particolare attenzione sarà riservata alla formazione di mediatrici di servizi informatici nei confronti della popolazione anziana, rappresentata in gran parte da donne, al fine di potenziare le possibilità di una vita il più possibile autonoma e qualitativamente alta;

  • l'area delle professionalità che si esercitano in ambito culturale per rispondere alle esigenze di molte giovani che desiderano intrecciare professione e vocazioni artistiche e creative.

Si tratta di azioni che si rivolgono a diverse fasce di utenza dalle più giovani e scolarizzate alle già pienamente adulte che, nei veloci cambiamenti intervenuti o in seguito a interruzioni delle traiettorie personali di vita, si trovano ai margini del mercato del lavoro o ne sono espulse. Contemporaneamente, grande attenzione sarà rivolta al sostegno delle carriere femminili, all'impatto di genere nei profili professionali e nelle politiche del mercato del lavoro ed alla questione essenziale della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.

Un aspetto specifico dell'intervento formativo sarà quello destinato, sulla scorta di esperienze condotte negli anni precedenti e attraverso progetti ad hoc e forme di ricerca/azione, alle cosiddette utenze "deboli": donne carcerate o che si trovano in condizione di marginalità.
Nell'ambito di queste utenze speciali, per il 2001 si prevede di attuare il progetto "Scambiamoci energia positiva!". La finalità del progetto si rivolge allo spazio carcerario, in continuità con il progetto "Per non perdere la bussola, orientarsi in carcere", il cui obiettivo fondamentale è di aiutare le donne detenute a decodificare, sulla base di un piccolo manuale cartaceo tradotto nelle lingue di maggiore diffusione, le complesse regole di permanenza e convivenza all'interno del carcere. Esso fornisce tutte le informazioni utili per ottenere generi necessari, compilare richieste, riconoscere i propri diritti e doveri, conoscere le possibili alternative alla detenzione e le modalità di accedervi. A partire dalle precedenti esperienze attivate all'interno del carcere, si ritiene opportuno collegare alla parte più propriamente informativa relativa ai diritti, una parte che offra alle detenute l'opportunità di riflettere e ripensare il proprio progetto esistenziale, approfondendo attraverso percorsi d'aiuto la consapevolezza di sé e dei propri vissuti.

Come in altri casi, anche per le Attività formative "Orlando" trova finanziamenti in sedi europee, nazionali, regionali. Poiché più volte s'è fatto riferimento a scuola e università, segnaliamo qui la nostra partecipazione ad un progetto Comenius, a finanziamento europeo (Direzione Educazione e Cultura, Programa Socrate), di cui è capofila la Facoltà di Economia e Commercio dell'Ateneo cittadino, perché esso consentirà una vasta esplorazione del nesso tra saperi scientifici e tecnologie da un lato e generi dall'altro. Il progetto consentirà d'approfondire la collaborazione sinergica in atto con un'associazione bolognese, Progetto Donna, che ha collaudate competenze in materia di formazione, orientamento e lavoro femminili.

I costi previsti a carico del Comune ammontano a dieci (10) milioni di lire. Vedi Previsioni di Spesa.

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Scambi Internazionali.

Da oltre venti anni "Orlando" è venuta stabilendo relazioni internazionali e progetti autonomi prima in America Latina, poi in tutta l'Area Mediterranea e nell'Est Europeo (Albania, Algeria, Argentina, Bosnia, Brasile, Cile, Croazia, Palestina, Israele, ecc.), mentre partecipa a numerosi progetti in rete in altri paesi.
Il settore è in espansione, anche a causa delle asimmetrie economiche e sociali, delle crisi e guerre, degli spostamenti di popolazione che vengono colpendo l'intero pianeta negli ultimi dieci anni. Non a caso, la locuzione sotto cui si potrebbe inscrivere la nostra attività internazionale suona a favore della coniugazione di "sopravvivenza e convivenza" e fu coniata sul campo, nei primi tempi della guerra di Bosnia (1992/3).

I principali ambiti d'intervento e di presenza sono:

  1. Le Relazioni tra donne del Nord/Sud, dell'Est/Ovest del mondo con convegni mondiali ricorrenti in Bologna su vari temi a titolo "Molte Donne, Un Pianeta".

  2. La Costruzione di società civile femminile e di Case e Centri autonomi di donne;

  3. La Ricerca di soluzioni nonviolente ai conflitti, con interventi in realtà del Mediterraneo e dell'Est europeo; "Orlando" è tra i fondatori della Scuola di Pace di Monte Sole.

  4. La Cooperazione. Al momento l'Associazione opera in due progetti di rilievo che trovano al Centro delle Donne sede e coordinamento: il Programma Donne Albania e il Programma Dignità alle donne, Dignità del Kosovo, collegati rispettivamente al Dipartimento Affari Sociali della Presidenza del Consiglio e al settore della Missione Arcobaleno che, su incarico della stessa Presidenza, gestisce fondi raccolti sul Kosovo.

  5. Educazione allo Sviluppo.

  6. Formazione di operatrici con competenze di genere nella cooperazione allo sviluppo e sul campo nell'emergenza; incluse le emergenze nel nostro paese.

  7. Eventi internazionali predisposti da organismi delle Nazioni Unite, della Commissione Europea, dalle reti tematiche mondiali di donne, ove sediamo quali delegate riconosciute per materie che ci competono. Analoga attività l'Associazione svolge in Conferenze e Forum organizzati da istituzioni locali e nazionali (Regione, Dipartimenti DAS, MAE, P.O.).

  8. Ricerca e divulgazione di proposte e invenzioni femminili in ordine ai processi di globalizzazione, alle ristrutturazioni dei poteri forti, alle crisi in date aree geopolitiche, ai diritti e strumenti giuridici spesso negati ecc. Con attenzione ad aree in cui la guerra di cunnus (espressione felice di Guido Ceronetti, tradotta liberamente "guerra condotta al sesso femminile") è più attiva, per vistosa o sottile che essa sia.

I Soggetti di questa vasta attività sono 3: a) e b) donne native e donne migranti in Italia; c) donne negli altri paesi, specie del Sud e dell'Est del mondo.

Scambi e Reti sono numerosi. Sarebbe lungo dire in quanti/quali paesi abbiamo gemellaggi formali e informali tra Centri di Donne che valorizzano l'istituto cittadino. E lungo sarebbe dire quante amiche venute a Bologna nel corso degli anni, sono oggi ministre, out speaker, parlamentari ecc. Vi sono reti regionali; mediterranee, europee, mondiali di cui "Orlando" è parte. Tra le reti vanno contate quelle telematiche ed il lavoro fatto su tale terreno presso la Sala Da Tè Internet dopo Pechino (1995).

I finanziamenti: il settore si autoalimenta in gran parte (non sono del tutto autofinanziati gli spostamenti e presenze presso organismi europei e dell'ONU). Fonti: Commissione Europea; Presidenza del Consiglio dei Ministri; Dipartimento Affari Sociali della Presidenza del Consiglio; Ministero degli Esteri, Regione Emilia Romagna. Si sono presi rapporti con l'Ufficio Esteri del Comune di Bologna, con altri Comuni e la Provincia. Recente l'impegno dell'agenzia dell'ONU UNIFEM a supportare il progetto in Kosovo. Vi sono poi donazioni generose delle donne della Città e non solo.

Al Comune, con il progetto che segue, si chiede un intervento mirato a Iniziative di Informazione, di Documentazione, di Riflessione.

Scambi Internazionali. Progetto.

Progetto di incontri e riflessione sulle modifiche intervenute nell'ultimo decennio nel contesto mondiale e nella cooperazione internazionale tra Nord e Sud, Est ed Ovest del mondo.

Premessa

Quanto detto sopra circa gli scambi internazionali e le relazioni tra donne del Nord/Sud, e dell'Est/Ovest del mondo ha portato "Orlando" a intervenire prima in realtà dell'America Latina e del mondo arabo mediterraneo e oggi in numerose realtà del Mediterraneo e dell'Est europeo.
Nel più recente lavoro di spola con donne algerine, palestinesi, bosniache, croate, kosovare, serbe, albanesi, si sono consolidati rapporti che hanno permesso di realizzare incontri, iniziative e progetti mirati al tempo stesso.
Da qualche tempo, infatti, "Orlando" ha cominciato a realizzare vasti progetti di genere nel campo di una cooperazione allo sviluppo compatibile e intesa alla tutela e crescita dei viventi, specie donne e bambini.
In tali progetti spesso si tratta, da un lato, di affrontare le esigenze immediate dell'accoglienza di chi ha subito il trauma della violenza di guerra e, dall'altro, di iniziare a pensare un futuro vivibile, avviando con donne attività economiche, tradizionali e avanzate incluso l'uso delle nuove tecnologie. Ricordiamo come esempio il già citato progetto Dignità alle Donne, Dignità del Kosovo, realizzato a partire dal '99 con finanziamento della Missione Arcobaleno, gestione fondi privati (cioè fondi raccolti dai privati e gestiti da un Commissario Speciale; lo precisiamo visto l'odore di misfatto in cui la più vasta operazione Arcobaleno è incappata). Il progetto, valutato positivamente da UNIFEM, proseguirà nel 2001 con un finanziamento di quell'Agenzia dell'ONU, come si è già detto.

A partire dalla guerra del Golfo nel '91 e con l'acuirsi delle crisi e delle guerre più o meno vicine a noi (Medio Oriente e Balcani innanzitutto), i conflitti sono entrati con prepotenza nelle case attraverso i mezzi mediatici e ci hanno colto impreparati alla "lettura" stessa di immagini ad un tempo eccessive e occultanti.
Ma anche l'intervento umanitario delle Associazioni di volontariato e ONG è emerso come protagonista, mostrando un mondo fatto di uomini e donne, giovani e meno giovani, che nel volontariato hanno una ragione di vita. Tale nuovo mondo, prima poco conosciuto, ha aperto a letture differenti da quelle che quotidianamente vengono trasmesse dai media, perché capaci di riportare le "voci" presenti laddove i conflitti avvengono.

Obiettivo

Il progetto intende affrontare da un punto di vista di genere a) la questione delle modifiche del contesto geopolitico e b) il cambiamento della Cooperazione Internazionale intervenuti nel corso dell'ultimo decennio. Ciò anche attraverso l'immagine che i media (TV, giornali, libri) trasmettono.
Il progetto aiuterà a comprendere:

  • Quali sono gli strumenti idonei e i nuovi parametri per la comprensione del "mondo attuale", post/totalitario, unificato da nuove tecnologie della comunicazione e da nuovi poteri finanziari (preferiamo non abusare a nostra volta del termine "globalizzazione").

  • Cosa rappresentano gli interventi per chi si impegna direttamente a sostenerli: dai finanziatori (Unione Europea, MAE, Privati, Enti Locali.) ai soggetti attivi sul campo (Associazioni, ONG, volontari/e, cooperanti), agli stessi "beneficiari". Nel nostro caso "beneficiarie". Questa parte consentirà di capire come sono cambiati e come cambiano i criteri di valutazione dell'intervento e dei suoi effetti.
    Consentirà altresì di evidenziare come i progetti sociali realizzati da donne per le donne possono fare la differenza.

Metodologia

Partendo da tali presupposti, riteniamo importante prevedere iniziative che permettano una conoscenza/bilancio/valutazione su quanto è stato fatto nel corso degli anni recenti e su come le realizzazioni effettuate hanno inciso "qui", nella nostra città e paese e "là" nei paesi ove i progetti sono stati condotti. Una serie di iniziative varrà allo scopo. Le elenchiamo di seguito:

  • Presentazione degli interventi più significativi realizzati nella città con il supporto dei governi locali (Comune, Provincia di Bologna) e dalla Regione Emilia Romagna; con particolare riferimento agli interventi di donne.

  • Programmazione di un ciclo di proiezioni di video, suddivisi per aree geopolitiche sui progetti di donne e sulle realtà in loco.

  • Dibattiti e tavole rotonde con registe/i, giornaliste/i, scrittori/scrittrici, volontarie/i, cooperanti, amministratori e amministratrici pubblici.

  • Presentazione di libri (specie sulle manipolazione possibili ad opera dei media: stampa e TV) in ordine alle crisi e alle guerre, specie le guerre recenti definite di "nuovo modello".

  • Una mostra fotografica a cura di fotografe attive in città.

Alcune iniziative sono trasversali all'attività della biblioteca, mentre la "lettura" dei conflitti verrà realizzata in collaborazione con il dipartimento di Scienze della Comunicazione dell'Università di Bologna.

Una postilla sembra di prammatica in queste pagine. Ripetiamo, quindi, una volta di più che anche il Settore internazionale realizza progetti oltre la convenzione con il Comune, all'interno di reti di cui non di rado "Orlando" è soggetto animatore. Ne è esempio l'Associazione per le Donne dell'Area dei Balcani, con cui agiamo in Albania e Kosovo.
Qui vogliamo segnalare invece che, a proposito di quell'agire al di qua e al di là delle sponde dei nostri mari, si studierà un intervento in materia di lotta al traffico della prostituzione per il quale si sono presi contatti con l'Assessorato comunale competente.

Costo complessivo 30 milioni, di cui 10 milioni richiesti al Comune.

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Centro di Documentazione Ricerca ed Iniziativa delle donne del Comune di Bologna.

Previsione contabile per l'anno 2001.

Si indicano qui le spese, struttura per struttura, settore per settore, da sostenersi con il Budget richiesto al Comune come dalle schede progettuali.

Si ricorda altresì che, laddove presso il Centro/Donne del Comune risultino ampliate funzioni e servizi del Centro/Donne stesso, ciò avviene grazie ad altre entrate certe, prima di tutte:

a) la convenzione con la Regione Emilia Romagna 300 milioni.
b) il contributo del Ministero per i Beni Culturali 12 milioni.

Altre entrate legate a progetti sono indicate più genericamente dalle schede già nominate.



ENTRATE PREVISTE

Convenzione con il Comune di Bologna     




L.300.000.000
USCITE PREVISTE

STRUTTURE

Centro
Iniziative, seminari e incontri
Ricerca
Spese di Gestione

Sub Totale

L. 35.000.000
L. 10.000.000
L. 35.000.000

L. 80.000.000


Biblioteca
Acquisizioni libri e Emeroteca
Ricerca documentalista biblioteconomia
Iniziative culturali, presentazione libri
Direzione

Sub Totale



L. 60.000.000
L. 10.000.000
L. 10.000.000
L. 25.000.000

L. 105.000.000


Sala da Tè
Gestione
Attrezzature e manutenzione
Progettazione e Docenze
Sviluppo software

Sub Totale



L. 30.000.000
L. 20.000.000
L. 16.000.000
L. 14.000.000

L. 80.000.000



ATTIVITA' LEGATE AI SETTORI:

A) Presenza

B) Scambi Internazionale

C) Attività di Formazione

D) NB: Il settore Ricerca rientra alle voci Biblioteca e Centro.

Sub Totale

Totale





L. 15.000.000

L. 10.000.000

L. 10.000.000



L. 35.000.000

L. 300.000.000



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